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Farra di Soligo

Descrizione

La prima parte del toponimo deriva dal longobardo "fara" (spedizione), mentre la seconda, aggiunta solo nella seconda metà del XIX secolo, è il nome di una frazione e di un corso d'acqua che attraversa il territorio e derivante, a sua volta, dall'antroponimo latino Solius o Sulla.
Comune in provincia di Treviso, situato ai piedi di una catena di colline, in una zona pianeggiante bagnata dal fiume Soligo, l'economia cittadina è legata all'agricoltura, principalmente alla coltivazione delle viti, da cui si produce un ottimo Prosecco.
Il rinvenimento di reperti risalenti al Neolitico consentono di far risalire alla Preistoria i primi insediamenti umani nella zona. Diverse sono le tracce della colonizzazione romana: oltre ai resti di tombe, nei pressi di Farra passava la Via Claudia Augusta Altinate. Disperso l'Impero di Roma, l'area fu travolta da Longobardi, che nell'anno 568 d.C., sotto la guida di Alboino, attraversarono le Alpi Giulie. Tra il XII ed il XIV secolo il feudo fu dominato dai Caminesi e dai Collalto. Superati senza particolari danni gli attacchi sferrati da Ezzelino da Romano, il castello fu gravemente danneggiato per ordine dei Trevigiani, nel 1319, come rappresaglia nei confronti di Guecello Da Camino che aveva concesso ai Dalla Scala la città di Soligo ed altri castelli. Durante la prima metà del XV secolo fu nuovamente assalito e saccheggiato, questa volta dalle truppe ungare. Il territorio, come avvenne per l'intera provincia di Treviso, fu sotto il dominio della Serenissima dal XIV secolo fino all'avvento di Napoleone.

Da vedere:
La chiesa di San Vigilio nella frazione di Col San Martino, edificata nel XII secolo in cima ad un colle, in posizione dominante la sottostante vallata, era originariamente una struttura priva di abside e di campanile. Nel Quattrocento fu ingrandita ed arricchita di affreschi, nel corso del Cinquecento furono aggiunti l'abside ed il robusto campanile romanico con piccole bifore ed un enorme orologio. Presenta una sola navata con capriate di legno ed affreschi quattrocenteschi.
La chiesa di San Lorenzo, citata in un atto dei primi anni del XIII secolo, si trova in posizione panoramica, non distante dal castello di Credazzo. Nella seconda metà del XVI secolo fu ristrutturata ed ampliata. Dal complesso si distingue il campanile duecentesco rimaneggiato nel tardo Ottocento.
La chiesa di San Gallo, situata su un colle, è un piccolo edificio.
La chiesa di Santa Maria Nova conserva affreschi trecenteschi.
La chiesa della Madonna del Broi.
La chiesa di Santo Stefano.
L'oratorio di San Tiziano.
Le Torri di Credazzo rappresentano ciò che rimane del castello appartenente al feudo dei Collalto. La struttura fu probabilmente costruita sui ruderi di precedenti edifici ed ampliata nel Duecento. Si tratta di due torri tenute insieme da una cinta muraria.
Villa De Toffoli Canel a Col San Martino risale al XIX secolo e presenta una facciata affrescata.
Villa Della Rovere Paccanoni sita a Col San Martino è di epoca settecentesca.
Villa De Toffoli Minuto Rizzo nella frazione di Soligo risale al Settecento.
Villa Caragiani-Ricci, edificio settecentesco dall'aspetto monumentale.
Villa Soligo-Brandolini nella frazione di Soligo del Settecento.
Casa Callegari con porticato cinquecentesco.
Villa Savoini risalente al XVI secolo
Palazzo Vedovati.

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