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Incisa Scapaccino

Descrizione

Il toponimo deriva dal verbo "intercedere" (incidere) e dal nome di Giovanni Battista Scapaccino, un carabiniere insignito della prima medaglia d'oro dell'esercito italiano.
Comune in provincia di Asti, il territorio comunale, composto da un certo numero di frazioni e borghi, è attraversato dal torrente Belbo. La zona è sede di fiorenti attività industriale e di coltivazioni. Interessanti quali mete di escursioni il Lago Valtiverno ed il bosco della Val Sarmassa.
Benché sia stato citato per la prima volta in un documento risalente all'anno Mille, si può serenamente affermare, grazie al ritrovamento di reperti, che il centro abbia origini romane. Fu il centro principale della marca aleramica, comprendente i castelli di Incisa, Vaglio, Bergamasco, Castelnuovo, Carentino ed altri, fino alla prima metà del Cinquecento quando avvenne la conquista da parte di Guglielmo IX del Monferrato che lo scelse per la sua particolare posizione dominante la zona circostante e più adatto ad essere difeso. Durante il periodo medievale la zona abitata, circondata da una cinta muraria, era limitata alla zona sul colle Villa per estendersi a partire dal Cinquecento fino alla pianura, al confine della provincia di Alessandria. Dopo essere passato nel corso dei secoli da famiglia nobiliare in famiglia nobiliare, divenne dominio dei Savoia nei primi anni del XVIII secolo.

Da vedere:

La chiesa di Nostra Signora del Carmine a Borgo Villa, risalente al XIV secolo, è interamente in cotto con bel campanile e decorazioni ugualmente in cotto. Custodisce un organo seicentesco.
Quel che rimane del castello situato nel centro storico del paese. La costruzione risalente secondo alcuni al XI secolo, ma di cui si hanno notizie certe solo nel 1161, fu sede dei Marchesi di Incisa. Fu parzialmente distrutto sul finire del XIII secolo e restaurato negli anni seguenti, nuovamente danneggiato nel Cinquecento, fu rimaneggiato per andare in rovina durante le guerre di successione del Monferrato. Le sue pietre in parte furono utilizzate per edificare abitazioni e nel Settecento per costruire la chiesa parrocchiale.
La chiesa dei Santi Vittore e Corona, risalente alla prima metà del XVIII secolo, originariamente presentava pianta a croce greca, a seguito di una ristrutturazione avvenuta nell'Ottocento, la pianta fu trasformata in croce latina. L'edificio è in stile barocco con un antico portale ligneo riccamente decorato, gli affreschi all'interno sono opera dei fratelli Ivaldi da Ponzone. Il campanile alto e stretto fu fatto riedificare negli anni '70 del Novecento.
La chiesa di San Giovanni Battista risalente al XIII secolo.
La chiesa di Sant'Antonio Abbate.
La chiesa di Virgo Potens.
La cinta muraria risalente all'XI secolo e la porta di Valcalzara del XV secolo che presenta un ampio arco centrale ed è l'unica superstite delle tre che originariamente si aprivano nelle antiche mura .
Palazzo Serbelloni Busca sede odierna del comune.
Il castello nuovo del Novecento.

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