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Acqui Terme

Descrizione

E' un comune in provincia di Alessandria, situato nell'Alto Monferrato, all'incrocio di tre strade importanti, circondato da verdi colline ed attraversato dal fiume Bormida. Il centro della città è suddiviso in tre borghi (Borgo Nuovo, Borgo San Pietro e Borgo Pisterna) e costituiscono la parte più antica dell'abitato che nel tempo si è esteso nelle aree circostanti, fino alla zona situata oltre il fiume, ove recentemente sono sorti gli stabilimenti termali, alberghi e due frazioni.
Benché siano stati rinvenuti reperti risalenti al Paleolitico, solo al Neolitico è possibile far risalire la presenza dell'uomo in zona. Durante l'Età del Bronzo vi si stanziarono i Liguri, invasi e sconfitti dai Romani guidati dal console Marco Pompilio Lenate nel 173 a.C. Nel 109 a.C. fu creata la via Emilia Scauri, denominata successivamente Iulia Augusta. La strada rappresentava un collegamento fondamentale con la Gallia e la Spagna e fece guadagnare ad Acqui un'importanza strategica, anche grazie ai tre impianti termali, di cui rimangono oggi alcune tracce e che furono definiti da Plinio il Vecchio tra i più noti della romanità. Divenuto municipio, governò su un territorio molto vasto e fu dotato di un imponente e funzionale acquedotto. Nel tardo impero fu sede vescovile e verso la fine del VI secolo fu conquistato dai Longobardi. Durante il regno di Ottone II il potere pubblico fu esercitato dal vescovo: Acqui si scontrò più di una volta con la città di Alessandria desiderosa di sottrarle la sede vescovile ed il controllo del territorio. Nel XIII secolo Acqui si sottopose al dominio del marchese Guglielmo VII del Monferrato, poi al ramo dei Paleologi, salvo la breve parentesi della dominazione degli Angiò. Nel XV secolo fu occupato dai Visconti, nel XVI passò ai duchi di Mantova e fu annesso al Piemonte sabaudo nel 1708.

Da vedere:

La chiesa di San Francesco conserva due chiostri quattrocenteschi di un antico convento francescano un tempo collegato ad essa, l'abside ed il campanile in stile gotico che rappresentano ciò che rimane della vecchia struttura ricostruita nel XIX secolo in stile neoclassico, un pregevole portone in legno, opera di Giulio Monteverde. La facciata, sormontata da un timpano, è arricchita da colonne, all'interno gli affreschi di Pietro Ivaldi da Ponzone ed una tela di Caccia Moncalvo.
La cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel X secolo, è romanica con pianta a croce latina cinque absidi e cinque navate, un'ampia cripta romanica, la facciata presenta un portale di Pilacorte ed un rosone della fine del XV secolo, un pronao del XVII secolo, il campanile in stile gotico è del 1479. Le decorazioni all'interno risalgono al Settecento e Ottocento, si possono ammirare un altare in stile barocco ed il trittico dell'Annunciazione di Bermejo risalente al XV secolo.
La chiesa di San Pietro di origini paleocristiane fu più volte ricostruita e rimaneggiata: quasi completamente riedificata in stile romanico tra il X e l'XI secolo e poi nel XVIII secolo, fu modificata in stile neoromanico nel 1930
La Bollente, un'edicola in marmo risalente al 1879, realizzata dall'architetto Cerutti e situata nell'omonima piazza, dalla quale sgorga un'acqua sulfurea-salso-bromo-iodica alla temperatura di 74 gradi e mezzo.
Il palazzo Comunale, risalente al XVII secolo, fu residenza dei conti Lupi di Moirano, oggi è sede del Municipio.
Il palazzo Vescovile edificato tra il XV secolo e XVI secolo.
L'antico Ospedale di Santa Maria Maggiore del XV secolo.
Casa Robellini risalente al Cinquecento e trasformata nel Settecento. Ospita l'Enoteca regionale.
Il castello dei Paleologi fatto costruire nel XV secolo da Guglielmo VII Paleologo, marchese di Monferrato, ospita il Museo Archeologico comunale
La Torre Civica fu costruita nel 1763.
I resti dell'acquedotto romano risalente all'epoca imperiale, originariamente lungo 13 chilometri.
Gli stabilimenti termali: uno ricostruito nel 1687 sulle rovine del precedente edificio distrutto da una frana, l'altro risalente all'inizio del XIX secolo.

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