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Soncino

Descrizione

Soncino è una suggestiva località della provincia di Cremona, situata al centro della pianura lombarda, lungo la sponda destra del fiume Oglio che la separa dalla vicina provincia di Brescia. Il toponimo è attestato per la prima volta nel 920 come "Castri Soncini". Il castrum, fondato dai Goti nel IV secolo, fu annesso al territorio di Bergamo durante il dominio bizantino e, sotto la dominazione longobarda, divenne un feudo militare. Acquistato dai conti di Bergamo nel 1118, lo eressero a borgo franco e baluardo contro i Milanesi ed i Bresciani. Con le incursioni ungare del X secolo ha inizio il processo di fortificazione della città. La signoria di Buoso Dovara segnò uno dei periodi più floridi per Soncino: venne risistemata la vecchia rocca ed interamente ricostruita la cinta muraria, fu conquistata la rocca di Orzinuovi e catturato Ezzelino da Romano. Per la sua posizione strategica fu oggetto di conquista da parte delle potenze politiche allora dominanti: il Ducato di Milano e la Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1509 passò ai Francesi, nel 1536 agli Spagnoli e, nel 1707, agli Austriaci.
L'impianto urbanistico del centro storico di Soncino è tipicamente medievale, con case-torri e strade strette su cui si affacciano palazzi nobili con i loro cortili e portali d'ingresso.
Siti di interesse:
- la cinta muraria, lunga circa 2Km ed intervallata da possenti torrioni difensivi, fu costruita da Buoso Dovara e, successivamente, ampliata da Francesco Sforza. Recentemente stanno venendo alla luce anche alcuni ambienti sotterranei, sempre facenti parte del complesso sistema difensivo della città.
- la Rocca Sforzesca, realizzata per volontà del duca Galeazzo Maria Sforza nel 1473 dall'architetto Bartolomeo Gadio, è costruita interamente in laterizio e fu terminata in soli tre anni. E' un'imponente struttura militare con spesse mura ed un profondo fossato. Antistante il cortile nord è situato il rivellino che fungeva da dogana. Con la signoria Stampa, la rocca fu adattata a residenza signorile; quando nel 1876 l'ultimo discendente degli Stampa lasciò al Comune la rocca, ormai ridotta ad un rudere, l'architetto Luca Beltrami la restaurò secondo il metodo del recupero architettonico storico. Ai quattro angoli della struttura si ergono quattro torri con base a scarpa: il mastio, la torre cilindrica e due torri gemelle. La merlatura della Rocca è di tipo ghibellino, a coda di rondine. E' dotata di ampio sotterraneo, composto da vari locali, uno dei quali era adibito a prigione.
- il Palazzo Comunale con la Torre Civica. La tradizione vuole che proprio in questo palazzo venne rinchiuso Ezzelino da Romano dopo che fu sconfitto nel 1259 nella battaglia di Cassano.
- la Casa degli Stampatori, che ospita il Museo della Stampa, luogo dove fu stampata la prima bibbia in ebraico;
- la Pieve di Santa Maria Assunta, risalente all'XI secolo, è una delle più antiche della diocesi di Cremona. Fu oggetto di ricostruzioni e rimaneggiamenti nel secoli successivi fino al XIX secolo. L'interno è maestoso e solenne, in stile neobizantino. Conserva, tuttavia, particolari romanici, come il rosone ed i leoni stilofori del protiro ottocentesco.
- la Chiesa di San Giacomo, eretta nel XII secolo, divenne convento degli agostiniani (a cui si deve la costruzione della torre eptagonale) e, successivamente, dei domenicani che vi realizzarono il complesso conventuale con i chiostri, potenziarono la farmacia e la biblioteca.
- la Chiesa ed il Convento di Santa Maria delle Grazie, eretto dai Carmelitani in stile rinascimentale nel XV secolo. La chiesa è a navata unica con 10 cappelle laterali poco profonde. E' completamente affrescata.
- la Chiesa di San Pietro Martire, a navata unica con due cappelle laterali;
- la Chiesa di San Pietro Apostolo, risalente al XII secolo e fortemente rimaneggiata nel XVII secolo, si presenta a navata unica con volta a botte;
- la Chiesa dei Santi Paolo e Caterina;
- il parco del Tinazzo;
- Palazzo Azzanelli;
- Palazzo Covi;
- i mulini, testimoni della ricchezza idrica e del fiorire dell'industria manifatturiera.

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