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San Vito al Tagliamento

Descrizione

Circa le origini del toponimo le opinioni sono diverse: per alcuni si è voluto onorare il santo patrono, per altra corrente di pensiero il nome deriverebbe dal latino "vicus" (villaggio). Comune in provincia di Pordenone, è situato nei pressi del fiume Tagliamento, ai confini con la provincia di Udine; è un borgo medievale con cinta muraria ancora visibile, come le tre torri, una delle quali dedicata al Patriarca Raimondo della Torre, che la fece edificare nel XIII secolo.
Nella zona sono stati rinvenuti numerosi insediamenti preistorici risalenti al Neolitico ed al Mesolitico. In epoca preromana vi si stabilirono i Celti; il toponimo di alcune località tradisce un'influenza latina, confermata dalle varie tracce lasciate dai Romani. Dal 568 d.C. il territorio appartenne ai Longobardi. Le origini dell'abitato risalgono all'epoca in cui Ottone II concesse al Patriarca Rodoaldo, intorno all'anno Mille, alcuni terreni in zona; il centro si ampliò nel XIII secolo. Nel XV secolo fu conquistato dai Veneziani che concessero agli abitanti propri statuti e favorirono lo sviluppo. Poco più tardi ci furono le invasioni dei Turchi. Le ulteriori vicende ricalcano quelle dell'intera regione Friuli.

Da vedere:
Il Duomo dedicato a San Vito, Modesto e Crescenzia Martiri fu edificato su progetto dell'Andrioli nel Settecento sul luogo in cui si trovava un preesistente edificio quattrocentesco. La facciata appare estremamente semplice, al contrario l'interno ad unica navata è estremamente ricco e rappresenta una vera galleria d'arte con opere di artisti diversi, quali gli altari in marmo policromo scolpiti dai fratelli Mattiussi, un trittico della fine del Quattrocento, realizzato dal Bellunello. Il campanile, alto e grosso, a base quadrata, affianca la chiesa.
La chiesa dell'Annunciata o di Santa Maria di Castello era attigua alla dimora dei Patriarchi. Documenti della prima metà del XIV secolo attestano la sua presenza. Conserva all'interno affreschi trecenteschi, un pregevole altare ligneo e l'Annunciazione del Varotari, all'esterno raffigurazioni del santo patrono.
La chiesa di San Lorenzo, risalente alla seconda metà del XV secolo, ha una facciata classicheggiante con timpano. Originariamente ad una sola navata, fu ampliata in un momento successivo. Presenta affreschi del Ferrer e dell'Amalteo, gli altari sono artistici.
Il santuario di Madonna di Rosa, ricostruito recentemente, è affiancato da un alto campanile a forma circolare, unica struttura rimasta intatta dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Custodisce un'immagine della Vergine, oggetto di grande devozione, rimasta miracolosamente intatta tra le rovine dell'edificio colpito dal fuoco nemico.
La chiesetta di Santa Petronilla a Savorgnano, risalente al XIII secolo, fu fatta costruire dai Benedettini, è decorata da affreschi cinquecenteschi.
La chiesa di Santa Maria dei Battuti del XV secolo contiene opere del Pilacorte e dell'Amalteo.
La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Prodolone custodisce affreschi del Bellunello.
Il Museo archeologico conserva reperti di varie epoche, a partire dal periodo preistorico, passando per quello romano e longobardo.
Le antiche mura e le tre torri: Scaramuccia, Grimana e Raimonda, quest'ultima merlata ed interrotta da belle bifore e trifore.
Il Teatro Arrigoni.
Palazzo Rota.

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