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Cividale del Friuli

Descrizione

Il toponimo deriva dal latino "Civitas Austriae", successivamente volgarizzato in Cividale. Comune in provincia di Udine, chiuso a Nord dalle Prealpi Giulie ed a Sud dal Fiume Natisone, l'abitato, dalla singolare forma di aquila con le ali aperte e la testa di profilo, è frutto di costruzioni eseguite in diverse epoche storiche. Sull'antico impianto romano, caratterizzato da una certa regolarità ed, a testimonianza del quale, rimane una porta, si susseguirono l'ampliamento di epoca longobarda, quello dell'epoca dei patriarchi e quello voluto durante la dominazione veneziana. La cinta muraria di quest'ultimo periodo è quasi completamente visibile, così come i quartieri che si sviluppano intorno al centro.
Fondato da Giulio Cesare tra il 54 ed il 50 a.C., il "Forum Julii" (questo il primo toponimo del centro, da cui derivò il nome Friuli) fu in ogni epoca un punto di riferimento importantissimo. Caduto l'Impero romano, nel VI secolo divenne con Gisulfo capitale del primo Ducato longobardo della regione. Distrutto nel 610 dagli Avari e conquistato dai Franchi, fu sede del patriarca di Aquileia. Divenne comune nel XII secolo. Nel XV secolo fu conquistato dalla Repubblica di Venezia assurgendo a centro avente un ruolo importantissimo sul confine orientale. Seguì le sorti di Venezia e fu sottoposto all'Austria fino al 1866.

Da vedere:

Il Duomo, situato nella piazza corrispondente al sito dell'antico Foro romano, fu iniziato nel 1457 da Bartolomeo delle Cisterne in forme gotico-venete. Presenta una semplice facciata in pietra, interrotta da tre portali ogivali, dei quali il centrale, più grande e bellissimo, è opera di Jacopo Veneziano, ed un massiccio campanile barocco a base quadrata risalente al periodo compreso tra il XVII ed il XVIII secolo. All'interno l'altare della Madonna di Giorgio Massari, la Pietà in arenaria risalente al Quattrocento, il Battistero ottagonale di Callisto e l'Ara di Ratchis, entrambi dell'VIII secolo, inoltre affreschi staccati dal Tempietto longobardo, una cattedra patriarcale ed alcuni fregi del periodo alto-medievale.
La chiesa di San Francesco del Trecento ha un campanile romanico e conserva al suo interno affreschi del XIV-XV secolo.
La chiesa di San Pietro ai Volti, rifatta nella seconda metà del Settecento, conserva una pala di Palma il Giovane.
La chiesa di San Giovanni in Xenodochio si presenta in stile neoclassico su preesistente struttura paleocristiana.
La chiesa di Santa Maria di Corte si può far risalire al VII secolo.
La chiesa dei Santi Pietro e Biagio di epoca quattrocentesca.
Il Monastero Maggiore con chiostro dalle forme insolite.
Il ponte del Diavolo sul Natisone fu edificato nel 1442 e, più volte restaurato, fu ricostruito dagli Austriaci nel 1918. E' formato da due archi disuguali.
Il Tempietto, anche chiamato oratorio di Santa Maria in Valle, risale all'epoca longobarda, fu edificato nell'VIII secolo e completato in età carolingia. Situato a strapiombo sul fiume, è costituito da un'aula quadrata terminante in un'abside. È arricchito da pregevoli decorazioni in stucco e rappresenta un'importante testimonianza di arte alto medievale. Conserva il sarcofago detto di Piltrude costruito con materiali ricavati da una cattedra episcopale dell'VIII secolo.
Le porte patriarcali: Porta Arsenale Veneto del Quattrocento e Porta Patriarcale.
La porta romana.
Il Palazzo municipale del XIV secolo è in stile gotico con porticato sottostante e bifore, è stato più volte restaurato. In posizione antistante si trova la statua in bronzo raffigurante Giulio Cesare, fondatore della città.
Il Palazzo dei Provveditori Veneti, eretto alla fine del XVI secolo, su disegno del Palladio, ospita il Museo Archeologico.
Il Museo Archeologico conserva numerosi reperti longobardi.

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