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Manzano

Descrizione

Il toponimo sembra provenire dall'antroponimo latino "Amantius", probabilmente un colono che si stabilì nella zona. Comune in provincia di Udine, situato sulle sponde del Fiume Natisone, circondato da colline che lo proteggono e rendono il clima particolarmente favorevole per la coltivazione delle viti da cui si producono ottimi vini, è famoso per una lunga tradizione legata alla produzione artigianale di sedie.
Pare che l'origine dell'abitato sia romana, mancando prove certe della presenza umana sul territorio prima dell'arrivo degli eserciti di Roma. Il toponimo, d'altra parte, sembra confermare questa ipotesi. Caduto l'Impero, la zona rimase priva di protezione e facile territorio di conquista per i Longobardi, gli Avari e gli Ungari. L'arrivo dei popoli invasori spinse la popolazione a creare fortezze per proteggersi. Grande impulso per le attività produttive e l'economia provenne dai monaci Agostiniani che si erano stabiliti nell'Abbazia di Rosazzo. Nel 1090 giunse a Manzano una famiglia tedesca che conquistò il potere sulle terre e si lasciò coinvolgere direttamente nelle lotte tra il Patriarca di Aquileia ed il Conte di Gorizia. Nella seconda metà del XV secolo il centro fu attaccato e devastato dai Turchi e nei primi anni del secolo successivo fu incendiato dalle truppe del Duca di Brunswich.

Da vedere:
La chiesa di San Martino. Circa la data di costruzione dell'edificio originario non si registrano opinioni concordi, si ipotizza che risalga al XII-XIII secolo. Dell'edificio preesistente, distrutto, rimane solo l'abside. Si presenta in stile gotico con piccolo campanile a vela, quello originario fu abbattuto da un fulmine insieme ad una parte della pieve.
L'abbazia di Rosazzo, edificata intorno all'anno Mille, fu fulcro culturale e religioso. Coinvolta direttamente in tutti gli scontri che si successero nel corso dei secoli, fu distrutta nei primi anni del XVI secolo. Qualche anno più tardi l'abate Gilberti fece ricostruire la chiesa di San Pietro, decorata dagli affreschi del pittore Torbido di Verona. La struttura fu trasformata in villa nel XIX secolo.
La chiesa di San Giovanni Battista e Nicolò ad Oleis fu edificata nel XIX secolo sul luogo in cui si trovava una pieve preesistente, demolita perchè troppo piccola per le esigenze dei fedeli. Si presenta ad una sola navata ed abside semicircolare, in stile gotico. Il campanile risale al 1874.
La chiesa di Sant'Egidio a Poggiobello, risalente al 1714, ha pianta rettangolare ed abside semicircolare.
La chiesa di Santa Maria Assunta costruita utilizzando parte delle pietre provenienti dalla originaria pieve di San Martino.
L'oratorio Boschetti.
La chiesa di San Tommaso.
La chiesetta Oasi.
Il castello, risalente al XVI secolo e di cui rimangono solo ruderi, domina dalla posizione sopraelevata in cui si trova e consente il controllo dell'area circostante.
Villa Ottelio del Seicento.
Villa Brazzà Martinengo del Settecento.

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