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Urzulei

Su Brunc'Arbu

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Descrizione

Tipico centro montano dell'Ogliastra, situato al confine con la Barbagia, nella Sardegna centro-orientale, Urzulei è immerso in un paesaggio naturale dai tratti ancora selvaggi, fatto di boschi secolari, grotte, gole profonde ed imponenti bastioni rocciosi. Il centro storico mantiene inalterata la sua fisionomia urbanistica, con strade lastricate in pietra ed antiche costruzioni.
In concomitanza con la dominazione bizantina, nel V secolo d.C. ha inizio l'evangelizzazione dell'area e la conseguente diffusione del culto di santi orientali. Nel Medioevo Urzulei fece parte del Giudicato di Cagliari; nel 1288 divenne un possedimento oltremarino della Repubblica di Pisa e, nel 1324, un paese del Regno catalano-aragonese di Sardegna.
Attrazioni:
- la Chiesetta di Sant'Antonio (XVI secolo), restaurata nei primi anni del Novecento, al cui interno sono conservati un quadro seicentesco, raffigurante Sant'Antonio di Padova, di autore ignoto, ed uno raffigurante Sant'Antonio Abate, del 1919, opera di un prigioniero austriaco.
- la Chiesa di San Giorgio, risalente alla prima metà del Cinquecento;
- la parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista, edificata tra il XVII ed il XVIII secolo; la ristrutturazione del 1958 ha comportato un'ampliamento in senso longitudinale della struttura e le cappelle laterali sono state rese intercomunicanti, così da conferire all'edificio una pianta a tre navate.
- la Chiesa campestre di San Basilio in Mannorri;
- l'oasi faunistica "Sa Portiscra;
- la Gola di Gorropu, scavata in milioni di anni dalle acque del fiume Flumineddu;
- il villaggio nuragico di Or Murales, risalente all'Età del Bronzo Tardo, composto da più di cento capanne circolari in pietra, alcune delle quali perfettamente conservate;
- i resti del nuraghe Perdeballa;
- le tombe dei giganti a S'Arena;
- la grotta di Sa Domu' e s'Orcu che sovrasta il paese e in cui fu rinvenuta, agli inizi degli anni Trenta del Novecento, una statuetta in bronzo nota come "la madre dell'ucciso", da molti interpretata come un'antica pietà, ossia una madre che tiene in grembo il figlio morto in battaglia.
- il tasso secolare di Sedda ar Bacas.

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