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Jesi

Descrizione

Comune in provincia di Ancona, situato a metà strada tra la gola della Rossa ed il Mare Adriatico, su una collinetta posta sulla riva sinistra dell'Esino, Jesi è circondato da molti centri minori, detti castelli di Jesi, universalmente noti per la produzione del rinomato Verdicchio. Il centro è straordinariamente ben collegato sin dall'epoca romana e questa efficiente rete di comunicazioni, di cui costituisce il fulcro, ha contribuito enormemente al suo sviluppo.
Il primo abitato fu probabilmente fondato dagli Umbri; a seguito dell'espansione operata dai Galli a partire dal IV secolo a.C., la zona assunse un'importante funzione di crocevia di popoli e civiltà diversi. Nel 247 a.C. i Romani vi crearono una loro colonia e, caduto l'Impero, fu risparmiato dalle distruzioni operate da Goti e Longobardi a danno dei centri vicini. Intorno all'anno Mille la città fu ceduta da Ottone III al Papa Silvestro II: i possessi vescovili si sommarono a quelli feudali dei vari signori locali, tra cui i Conti di Jesi, fino al XII secolo, epoca in cui con l'avvento del comune entrò in crisi il potere feudale. Legata ai Ghibellini, alla fine del Duecento conobbe una importante espansione demografica ed urbanistica con la formazione di tre borghi cittadini. Tra il Trecento e la prima metà del Quattrocento fu coinvolta nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini: fu sotto il dominio del vicario pontificio, poi sotto gli Sforza. Il XV secolo non fu particolarmente felice per il comune che si scontrò con Fabriano ed Ancona, fu più volte colpito da epidemie di peste e saccheggiato, fino alla metà del secolo, quando tornò sotto il controllo ecclesiastico avviando una seconda età comunale che durò fino a tutto il XVIII secolo. Intorno alla metà dell'Ottocento ci fu una nuova espansione urbanistica e dopo la Prima Guerra Mondiale si consolidò il suo ruolo di città industriale.

Da vedere:
La chiesa romanico-gotica ed il convento di San Floriano della prima metà del XVIII secolo. Il campanile è reso originale da una cornice che sulla sommità disegna una bifora, la cupola è ottagonale e fu eretta nella prima metà del Settecento dal Vici.
Il Duomo, dedicato a San Settimio, con interno settecentesco e facciata del 1889. Di quella originaria duecentesca rimangono due leoni in pietra rossa. La pianta è a croce latina.
La chiesa di San Marco, fondata dai Benedettini nel XIII secolo, è in stile gotico. Presenta interno a tre navate e conserva un affresco del Trecento di scuola riminese.
La chiesa romanico-gotica di Santa Maria del Piano edificata in epoca medievale sui resti di un tempio romano.
La chiesa di San Pietro, forse di origini longobarde, fu ricostruita nelle forme attuali a metà del Settecento.
La chiesa di San Nicolò del XII secolo ha abside romanica e portale gotico.
Il santuario delle Grazie edificato nel XVIII secolo.
L'abbazia di San Savino di epoca longobarda.
Il convento femminile di Santa Chiara.
Il Palazzo dei Priori, realizzato su progetto di Francesco di Giorgio Martini, presenta lo stemma della città inserito alla fine del Quattrocento sul portale. Fu sede del Comune e dei governatori pontifici, oggi ospita il Museo Civico, la Biblioteca e l'Archivio Storico Comunale.
La cinta muraria trecentesca racchiude il nucleo medievale della città. Fu costruita seguendo il tracciato di quella romana e nella seconda metà del XV secolo vi furono aggiunti fortini e bastioni dall'architetto fiorentino Baccio Pontelli.
Palazzo Pianetti, progettato nel XVIII secolo e completato nel XIX, possiede uno splendido giardino, ampie sale ed una bellissima galleria decorata da stucchi policromi. Ospita opere del Lotto.
Il Teatro Pergolesi eretto alla fine del Settecento.
Palazzo Ricci di epoca cinquecentesca.
Palazzo Ripanti in stile barocco.
Palazzo Belleani.

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