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Grinzane Cavour

Descrizione

Il toponimo onora il Conte che fu sindaco di Grinzane e proprietario di vasti fondi nella zona. Piccolo comune in provincia di Cuneo, il centro è noto non solo per gli ottimi vini, tra cui Barolo e Nebbiolo, ma anche per i tartufi e per il premio letterario, fondato nel 1982, che rappresenta una importante occasione culturale per avvicinare il pubblico alla lettura. L'abitato, composto da case ottocentesche, è sovrastato dalla mole del castello a forma trapezoidale che sorse originariamente intorno ad esso: le prime abitazioni furono addossate alla struttura del maniero e demolite recentemente per riconferirgli tutta la dignità e porre in evidenza la primitiva struttura. Intorno alla metà del XII secolo il feudo di Grinzane fu sotto la giurisdizione della città di Alba e concesso da questa ai De Grinzaneis; nel XV secolo appartenne ai Marchesi del Monferrato. Per nove secoli furono numerose le signorie ed i feudatari che si avvicendarono alla guida di Grinzane. Nel 1931 il comune fu inglobato in quello di Alba per tornare autonomo nel 1948.

Da vedere:
La parrocchiale della Madonna del Carmine, ricostruita nella prima metà del XVII secolo ed ampliata nel XIX secolo, presenta una facciata neoclassica in cotto, disposta su due piani e sovrastata da un timpano. All'interno una sola navata, un'abside semicircolare e tre altari.
La chiesa della Santissima Annunziata.
Il castello medievale, sovrastante il paese, è caratterizzato da un robusto torrione a base quadrata,da una torre centrale e sul lato opposto da due torrette angolari a forma cilindrica. Dalla sua posizione è possibile godere di uno straordinario panorama sulle colline circostanti. La torre centrale fu fatta edificare nell'XI secolo dalla contessa Manfredi, moglie di Oddone di Savoia. Nel XVI secolo, epoca in cui era di proprietà di Pietrino Belli, il castello assunse le forme attuali. All'inizio del XIX secolo appartenne alla famiglia Benso. Il castello, oggi di proprietà sia di Alba che di Grinzane, ospita, tra l'altro, l'Enoteca Regionale, il Museo Etnografico, e la sala delle Maschere, decorata nel XVI secolo.
L'antico ricetto.
L'Enoteca Regionale.

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