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Cupramontana

Descrizione

Il toponimo si deve alla presenza nella zona di un tempio in onore della dea Cupra, una divinità venerata dall'antica popolazione preromana dei Piceni, che rappresentava l'equivalente di Venere per i Romani. E' un comune in provincia di Ancona, posto su una collina nella Vallesina e famoso per la produzione del Verdicchio. L'economia si fonda principalmente sull'attività agricola e sull'artigianato.
I primi abitanti della zona furono i Piceni che fondarono il centro intorno al VI-V secolo a.C.; successivamente si insediarono i Romani che colonizzarono il territorio. Durante la guerra greco-gotica fu completamente distrutto ed abbandonato. I ruderi furono riutilizzati per la costruzione di una fortificazione in posizione più elevata e facilmente difendibile, denominato Massaccio. Durante il periodo longobardo Cupramontana divenne parte del Ducato di Spoleto-Camerino e nel XIII secolo entrò nel Contado di Jesi. Nella prima metà del Quattocento fu occupato dalle truppe di Francesco Sforza, nel Cinquecento fu saccheggiato dagli uomini del Duca della Rovere e fu sotto il diretto controllo della Chiesa. L'epoca successiva, caratterizzata da una certa tranquillità, vide Cupramontana svilupparsi notevolmente dal punto di vista demografico e culturale. Alla fine del XVIII secolo fu invaso dalle truppe francesi. Riacquistò l'antica denominazione solo nel 1861.

Da vedere:

L'abbazia del Beato Angelo è un complesso monastico in stile romanico-gotico citato sin dal 1180, ma senza dubbio di epoca precedente. La chiesa fu interamente ricostruita nel 1853 e conserva i resti del Beato Angelo Urbani ed una tela quattrocentesca del Fiorentino.
La chiesa di San Leonardo, costruita nella seconda metà del Settecento, su progetto del Moriconi, sul luogo in cui sorgeva un precedente edificio del XII secolo. La facciata, divisa in due oridini, è delimitata da lesene e nicchie. Conserva un'opera seicentesca del Sarti, una tela su tavola dipinta nel XV secolo da Marcantonio di Andrea di Jesi, un paliotto di Andrea Scoccianti, una croce in argento e rame risalente al XIV secolo ed altre pregevoli opere.
La chiesa di San Giacomo della Romita, di epoca precedente al XIII secolo, fu riedificata nelle forme attuali nel Settecento.
La chiesa di Santa Maria della Misericordia.
L'eremo dei Frati Bianchi.
La chiesa di San Lorenzo.
La zona archeologica nella quale sono visibili le tracce delle terme romane.
Il Museo dell'etichetta nel Palazzo Leoni.

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