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Granarolo dell'Emilia

Descrizione

Comune prevalentemente agricolo situato alle porte di Bologna, Granarolo dell'Emilia fu interessata da insediamenti umani sin dal periodo villanoviano, come attestano i rinvenimenti portati alla luce nelle frazioni di Viadagola e Quarto Inferiore. Successivamente vi si insediarono gli Etruschi, i Celti e i Romani che hanno lasciato una traccia indelebile del loro passaggio nella centuriazione agricola del territorio. Il toponimo deriverebbe dal latino "granarius", "Granarium" o "granariolus", ad indicare la terra in cui veniva normalmente coltivato il grano.
A Viadagola nacque secondo la leggenda la bella Lucia che, unendosi a Re Enzo di Svevia, prigioniero a Bologna, avrebbe dato alla luce il capostipite della famiglia Bentivoglio, signori di Bologna nel XV secolo.
Questo antico borgo è tutt'ora caratterizzato da una campagna coltivata a grano e punteggiata ada costruzioni rurali immerse nel verde di parchi e boschi.
Siti di interesse:
- la Chiesa di San Vitale, sorta su un edificio trecentesco dipendente dall'Abbazia di Pomposa. All'interno è abbellita da affreschi di scuola bolognese.
- la Chiesa di San michele Arcangelo, con affreschi di Denijs Calvaert e della sua scuola;
- la Chiesa di San Mamante;
- la Chiesa di Sant'Andrea;
- la chiesa dei Santi Vittorio e Giorgio;
- le numerose ville settecentesche (Villa Boncompagni Dal Ferro, Villa Amelia, Villa Bassi, Villa Mignani Boselli, Villa Lagorio, Villa Mareschi, Villa Montanari) nonché la residenza del grande esploratore ravennate Pellegrino Matteucci (1850-1881), il primo europeo ad attraversare per intero il continente africano a nord dell'equatore, dall'Egitto al Golfo di Guinea.

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