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Vignola

Descrizione

In provincia di Modena, Vignola è situate sulle primissime propaggini dell'Appennino emiliano, lungo la sponda sinistra del fiume Panaro. Immersi in un paesaggio ricco di scorci caratteristici, carichi di storia e suggestione, la città offre la possibilità di piacevoli e rilassanti passeggiate a piedi e in bicicletta verso il territorio del Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina.
Il toponimo sembra derivi da "vineola" (piccola vigna) ad indicare una fiorente attività di coltivazione della vite, largamente praticata dai romani sui terreni alluvionali della zona.
Sebbene il territorio sia stato abitato sin dai tempi più remoti, le prime fonti scritte risalgono all'826: in particolare in un atto di permuta a favore dell'abate del Monastero di Nonantola si fa riferimento al borgo "in loco viniore de saxo"; nello stesso periodo, si procedette alla costruzione del primitivo castello, che la tradizione vuole sia stato edificato da Sant'Anselmo a difesa delle terre di proprietà del Monastero.
Successivamente passò sotto il controllo del comune di Modena, della famiglia Grassoni e, infine, degli Este. Nel 1401 Niccolò III d'Este donò ad Uguccione dei Contrari di Ferrara il castello e le sue adiacenze e il feudo di Vignola divenne contea con sedici comunità. La signoria, che durò quasi due secoli, coincise con il periodo di massima prosperità del paese: venne ristrutturata la Rocca, fu innalzata una nuova cinta muraria e con Ercole Contrari nel 1557 venne fatto erigere, su progetto dell'architetto Jacopo Barozzi, il Palazzo antistante la Rocca oggi conosciuto come Palazzo Boncompagni.
Siti di interesse:
- la Rocca di Vignola, uno degli esempi più interessanti e significativi di architettura fortificata in Emilia Romagna. Già menzionata nel IX secolo, la tradizione vuole sia stata realizzata da Sant'Anselmo, abate di Nonatola, a difesa dei possedimenti della nota Abbazia. Passò ai vari signori che si susseguirono nel controllo della città nel corso dei secoli e le sale prendono solitamente il nome dai motivi ricorrenti in ognuna di esse.
- Palazzo Boncompagni (o Barozzi), realizzato nella seconda metà del Cinquecento da Ercole Contrari, su disegno dell'architetto ferrarese Bartolomeo Tristano, all'epoca operante presso la corte di Alfonso II d'Este. E' composto da un corpo centrale e due laterali con portale bugnato. All'interno si può ammirare una splendida scala a chiocciola. Le sale furono fatte affrescare nel 1880 per volere del principe Boncompagni Ludovisi.
- la Parrocchiale dei Santi Nazario e Celso, menzionata per la prima volta in un documento del 1299, più volte ampliata e rimaneggiata nel corso dei secoli successivi. Nell'interno a tre navate si conservano dipinti di Elisabetta Sirani, Francesco Stringa e Adeodato Malatesta e una Pietà in bronzo dorato dello scultore vignolese Ivo Soli.
- la Chiesa di Santa Maria in Tortiliani, detta La Rotonda, già citata nell'826, fu completamente riedificata nel 1491 per volere di Bartolomeo Moreni, in stile rinascimentale lombardo. Ha pianta circolare e l'interno dotato di una certa armonia. Attualmente è di proprietà privata.
- il Santuario della Madonna della Pieve, che la tradizione vuole sia stato eretto da Liutprando, re dei Longobardi, sulle fondamenta di un antico tempio pagano. L'attuale struttura ha un aspetto seicentesco con portico e campanile innestato sul tetto.

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