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Riva Valdobbia

Descrizione

Il toponimo deriva da "riva" (data la collocazione dell'abitato lungo una sponda fluviale) e dal parlato locale per cui "andare in obbia" voleva dire "andare ad accogliere i parenti di ritorno a casa". E' un comune montano in provincia di Vercelli, situato a più di 1100 metri sul livello del mare, ai confini con la Val d'Aosta, non distante da Alagna Valsesia e Mollia. Il territorio comunale è composto da un certo numero di frazioni distribuite in Val Grande e vicine alla Val Vogna, lungo il corso del fiume Sesia. Dalla posizione privilegiata in cui si trova si può ammirare il Monte Rosa. Importante località turistica, possiede un anello per lo sci di fondo.
Chiamato anticamente "Petrae gemellae" per la presenza di due giganteschi massi situati al limitare del centro abitato, è menzionata in documenti ufficiali sin dal 1217. In epoca successiva avvenne la grande colonizzazione dei Walser di cui si evincono le tracce ancora oggi, anche se nell'abitato di Riva si conserva solo una casa Walser del 1365, mentre sono più numerose le testimonianze nelle altre frazioni. I coloni, provenienti da Gressoney, si insediarono nella Val Vogna. La frazione di Peccia risulta che fosse già abitata nel 1325. Nuove spinte migratorie si ebbero in epoche successive sia verso la piana del Sesia che verso la zona più a monte.

Da vedere:

La chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo. E'situata al centro dell'abitato e costruita sulla preesistente chiesa di Santa Maria, risalente al XV secolo, dopo che l'originaria parrocchiale di San Michele era stata distrutta nel 1640 da una piena del torrente Vogna. Del vecchio oratorio di Santa Maria è rimasta la facciata, di grande interesse artistico per il grandioso affresco raffigurante il Giudizio Universale, opera di Melchiorre d'Errico ed il campanile di sinistra. Nel 1661 fu eretto un nuovo e più alto campanile. L'edificio, ampliato fino al 1735, si presenta a navata unica, arricchito da numerose cappelle, ha volta e cupola decorate da affreschi settecenteschi. Conserva al suo interno numerose opere d'arte: l'altare maggiore in marmo risalente al 1749, una tavola cinquecentesca raffigurante la Madonna con Bambino, San Michele e San Giovanni Battista, un pregevole polittico ed un Crocifisso in legno del XV secolo.
Il rifugio Ospizio Sottile sul Colle di Valdobbia. Costruito nell'Ottocento per dare riparo agli emigranti che tornavano dopo aver svolto all'estero i lavori estivi, frequentemente esposti lungo il percorso alle intemperie ed alle valanghe, è stato di recente ristrutturato.
Il Museo Etnografico Walser ospitato in una casa di Rabernardo.

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