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Bionaz

Descrizione

Il toponimo dal latino "betulla". Situato a più di 1600 metri di altezza, al confine con la Svizzera, è il paese più in alto dell'intera Valpelline ed uno dei più elevati della regione. Il territorio comunale è formato da numerose frazioni sparse lungo i piedi del ghiacciaio Tsa de Tsan, da cui nasce il torrente Buthier. A Bionaz c'è di tutto: vette che raggiungono i 4000 metri, una natura incontaminata, flora e fauna straordinariamente ricche, ghiacciai, boschi, dirupi, prati verdeggianti, antiche specialità gastronomiche nonché la possibilità di praticare lo sci alpinistico, lo sci di fondo, arrampicate per ogni difficoltà, numerosi percorsi di trekking ed un attrezzato camping presso il Lago Lexert.
Non ci sono giunti dati circa la presenza dell'uomo nella zona di Bionaz prima dell'Alto Medioevo: il paese, infatti, fu citato per la prima volta in un documento del 1227. Probabilmente nel corso del XII e del XIII secolo popolazioni Walser giunsero dalla Germania per stabilirsi nella porzione più alta della valle, come si può evincere dalla presenza di alcune costruzioni caratteristiche della zona. Il paese divenne una via di comunicazione cruciale per i traffici commerciali. Feudatari del luogo furono i signori di Quart. Nel 1630 gli abitanti sopravvissero ad un'epidemia di peste grazie alla posizione isolata del villaggio ed al presidio costante degli unici due punti di accesso al territorio: Bouyoz e Chamen.

Da vedere:

La parrocchiale di Santa Margherita, realizzata nel 1694 nel villaggio di Plan de Veine ampliando la primitiva cappella risalente al 1617, il sagrato fino al 1934 era occupato dal cimitero. Si presenta ad unica navata con volte a crociera e presbiterio sopraelevato. Conserva mirabili altari in legno dorato, di cui quello maggiore che presenta una parte centrale risalente al 1724 e le parti laterali risalenti al 1842, quello laterale di sinistra, del Rosario, risalente al XVIII secolo, in stile barocco con una statua raffigurante la Madonna con Bambino del XVII secolo, ha un'alta qualità artistica, soprattutto per i quindici medaglioni contenenti i misteri, accuratamente lavorati. Sulla destra si trova l'altare di San Bernardo e San Giovanni Battista scolpito nel 1841 da Giacomo Molino. Nella chiesa sono esposti in una vetrina oggetti sacri, tra cui una pianeta del XVII secolo, un reliquiario in argento del XV-XVI secolo, una croce in rame del Cinquecento. Sulla facciata sono raffigurati Santa Margherita, San Grato e San Bernardo dipinti dal pittore Ettore Mazzini che ha affrescato anche il presbiterio. Il campanile risale alla fine del XVII secolo ed ha subito un restauro nel 1964.
Il Museo parrocchiale.
La cappella di Pouillaye, dedicata alla Madonna del Carmine, fu costruita nel 1714.
La cappella di La Servaz in località Rey è dedicata alla Madonna delle Nevi. Costruita nel 1710, fu rifatta nel 1958.
La cappella di San Grato a La Lèchére costruita nel 1674 e restaurata nel 1962.
La cappella del Sacro Cuore a Lo Noailloz.
La cappella di Santa Maria Maddalena a Prarayer fondata prima del 1604, ricostruita nel XVIII secolo, attualmente in rovina.
La cappella di Chentre, dedicata a San Rocco, fu costruita nel 1641.
L'oratorio di Chamen.
Il laghetto Lexert dalle acque verde smeraldo è meta di numerosi turisti ogni estate. Dispone di campeggio, ristorante, bar, area camper.
L'antico grenier del 1510 nel villaggio di Perquis.
Il villaggio di Ruz con edifici anteriori al XVI secolo.
La diga di Place Moulin, la più alta d'Europa, formata da una arco lungo 650 metri ed alto 146.

Mappa

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