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San Vero Milis

Descrizione

Circa l'origine del toponimo si ipotizza che nel Medioevo il nome sardo originario San Teoru (San Teodoro, sia stato trasformato in Sancte Eru. I Piemontesi lo tradussero San Vero, a cui successivamente fu aggiunto Milis per evitare confusioni con un comune omonimo del Campidano di Simaxis. Comune in provincia di Oristano, situato nel Campidano, nella zona centro-occidentale della Sardegna, alle pendici della catena del Montiferru, si estende fino alla penisola del Sinis, poco distante dal mare. Il territorio, caratterizzato da ambienti estremamente eterogenei tra loro, è noto per la produzione di canestri e per gli ottimi vini. È una zona di altissimo interesse ambientale grazie alla vegetazione e alla fauna ricchissima di uccelli, soprattutto per la presenza degli stagni di Sale 'e Porcus e di Is Benas.
La zona, anche per la ricchezza di acqua, fu scelta dall'uomo sin dal Neolitico. Numerose sono le tracce di villaggi e necropoli e tanti i nuraghi. Fu intensamente coltivata nel periodo delle dominazioni fenicia, cartaginese e romana. Dopo la dispersione dell'Impero romano, le attività svolte sul territorio si diversificarono e, oltre a praticare, come era avvenuto fino a quel momento, la coltivazione del grano ed la raccolta del sale, si diede inizio alla produzione di vino ed olive e si dedicò ampio spazio all'allevamento del bestiame e dei pesci. Durante il Medioevo fece parte della curatoria di Milis e del Giudicato di Arborea. Fu sotto il dominio Aragonese e, frequentemente attaccata dai pirati, venne protetta da numerose torri di avvistamento.
Da vedere:
La chiesa parrocchiale di Santa Sofia, situata al centro del paese, fu ricostruita nel Seicento su un precedente edificio, probabilmente in stile romanico, di cui è traccia nell'abside e in un muro. La facciata eclettica è caratterizzata dalla presenza di tre portali scolpiti e di un rosone centrale. All'interno un'unica ed ampia navata centrale con volta a botte e sei cappelle. Nel presbiterio si trova l'altare maggiore decorato da marmi colorati. Presenta un bellissimo e massiccio campanile a pianta quadrata, in stile barocco, sormontato da una cupola.
La chiesa di San Michele Arcangelo edificata tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. Fu successivamente ampliata con l'aggiunta di due navate laterali.
Le tracce preistoriche ed i nuraghi, tra cui quello di s'Uraki.
Gli stagni di Is Benas e di Sale Porcus.
La torri di avvistamento.

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