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Agrigento

Descrizione

Agrakas per i Greci, Agrigentum per i Romani, Kerkent per gli Arabi e Girgenti per i Normanni e tale fu il nome della città fino al 1927 quando assunse definitivamente il nome di Agrigento.
Fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti di Gela originari di Cipro e Rodi, fu definita dal poeta greco Pindaro "la città più bella dei mortali". Fu fortificata sotto il tiranno Falaride (a cui si deve l'invenzione del toro di bronzo come strumento di tortura), raggiunse il massimo splendore col tiranno Terone: potenza militare, sconfigge a più riprese i Cartaginesi. Alla forza economico-politica fa riscontro la fioritura artistica: viene costruito il tempio di Zeus Olimpio e si dà ampio spazio alle lettere ed alla filosofia (Agrigento fu patria di filosofi come Empedocle).
Nel 406 a.C. subì una pesante sconfitta dai Cartaginesi che la rasero quasi completamente al suolo; fu, poi, ricostruita da Timoleonte e nel 210 a.C. dopo un lungo assedio fu conquistata dai Romani che le diedero il nome di Agrigentum.
Nell'827 d.C. fu conquista degli Arabi che la resero più ricca e più bella per la costruzione di numerose moschee. Nel 1087 fu sede normanna. A partire dal XIV secolo il paese appartenne a diverse famiglie nobiliari quali quella dei Chiaramonte e dei Montaperto.
Nel 1997 l'area archeologica di Agrigento è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità. La valle dei Templi, in particolare, è il simbolo stesso della città con i templi di Giunone Lacinia, della Concordia, di Ercole, di Zeus Olimpio e di Vulcano, oltre a numerosi altri ritrovamenti di epoca ellenistico-romana.
Tra i monumenti presenti in città ricordiamo la Cattedrale eretta nel secolo XI dal vescovo Gerlando che racchiude una Cappella dedicata allo stesso e la Chiesa di San Nicola del XIII secolo adibita a Museo Archeologico. Da ricordare sono anche la Chiesa del Santo Spirito, con il limitrofo ed omonimo Monastero che è uno dei più antichi e ben conservati della Sicilia e la Chiesa del Purgatorio del XVII secolo in cui sono custodite otto statue allegoriche della "Virtù".

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