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Belmonte Calabro

Descrizione

Comune della riviera cosentina, Belmonte Calabro si eleva maestoso dall'alto di una brulla collina, a 262 metri s.l.m., in posizione panoramica su un ampio tratto di Mar Tirreno. Sebbene siano in molti a ritenere che il toponimo derivi dalla sua felice posizione geografica, in realtà fa riferimento al suo fondatore, il maresciallo Drogone di Beaumont che fondò il castello nel 1270.
In seguito alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, i Saraceni conquistarono l'attuale Amantea, stabilendovi un Emirato, fino all'anno 885, quando i Bizantini riuscirono a riconquistare la città. Le incursioni saracene, tuttavia, si protrassero per tutto l'XI secolo, per cui le popolazioni pensarono bene di trovare rifugio nell'entroterra collinare, edificando nel territorio dell'attuale Belmonte Calabro, dapprima una torre circolare e, successivamente, altre due torri. La costruzione del castello, invece, risale al 1270 ad opera del maresciallo Drogone di Beaumont. A partire dal XIV secolo il castello di Belmonte venne infeudato ad alcuni esponenti della nobiltà napoletana (Mastrogiudice, Cossa, Sacchi). Con un diploma della regina di Napoli Giovanna I, nel 1345, il territorio di Belmonte fu separato da quello di Amantea, stabilendone così la definitiva autonomia.

Da vedere:
- il centro storico di Belmonte Calabro, piccolo gioiello architettonico arroccato ai piedi del castello, testimone silenzioso del passato: antiche abitazioni e palazzi rimasti immutati nel tempo, stretti e tortuosi vicoli, racchiuso da una cinta muraria in buono stato di conservazione, su cui si aprono tre porte di accesso;
- i resti del Castello, edificato nel 1270 dal maresciallo Drogone di Beaumont, aveva una forma quadrangolare irregolare; di dimensioni considerevoli e situato in posizione strategica, fu fortemente danneggiato da vari sismi e dall'assedio francese del 1806, per cui il Genio Civile, nel 1905, dispose l'abbattimento dei ruderi pericolanti.
- le torri costiere di Bastia e Verri, facenti parte de complesso sistema difensivo ideato dal vicerè don Pedro de Toledo, per proteggere le coste del Mezzogiorno dagli attacchi dei saraceni;
- la Collegiata di Santa Maria Assunta, edificio cinquecentesco edificato là dove sorgeva la preesistente Curia, per volere del conte Carlo Ravaschieri. A partire dal 1761 la chiesa fu restaurata ed impreziosita di stucchi e decorazioni barocche. Il portale d'ingresso ad arco a sesto acuto è in tufo lavorato, mentre l'altare maggiore e la balaustra sono in marmo policromo. Sotto il pavimento ci sono circa una cinquantina di fosse scavate nella roccia in cui venivano un tempo seppelliti i morti. Segnaliamo la tela dell'altare del SS Sacramento, databile 1777, di Nicola Domenico Menzele, il quadro dell'altare maggiore (1794) di Francesco Basile ed i dipinti che decorano il soffitto della navata centrale.
- il Convento dei Cappuccini, fatto erigere da Maria Ravaschieri nel 1606. La Chiesa è intitolata a San Giuseppe. Il convento fu chiuso per effetto delle leggi murattiane del 1807.
- la Chiesa del Carmine, annessa al convento, risale al Cinquecento e fu fatta erigere dai padri Carmelitani per volontà del conte Torino Ravaschieri. Qui vi sono seppelliti tutti i nobili di Belmonte Calabro. Anche il convento dei carmelitani fu chiuso in seguito alle leggi murattiane del 1807.
- la Chiesa dell'Immacolata Concezione (1622), presenta un portale tardo-rinascimentale ed affreschi di scuola napoletana del Settecento, in cattivo stato di conservazione;
- la Chiesa del Purgatorio (XIV secolo), fino al 1585 svolse le funzioni di chiesa parrocchiale di Belmonte Calabro;
- la Chiesa di San Pasquale Baylon (1908), in località Marina;
- la Chiesa di Santa Barbara (XX secolo);
- la Chiesa di Vada, dedicata alla Santa Croce, edificata nei primi anni del Novecento;
- la Chiesa di Santa Maria dei Greci, nella frazione Annunziata, sorse sui resti di un tempio pagano dedicato alla dea Afrodite. Crollata nel 1434, dopo circa 50 anni iniziò la ricostruzione per volontà dell'Arcivescovo di Cosenza Carlo Domenico Del Carretto. Al suo interno è conservato un antico sarcofago su cui è raffigurato San Giorgio nell'atto di uccidere il drago.
- Palazzo Ravaschieri della Torre, fatto edificare da Orazio Giovan Battista Ravaschieri dopo il terremoto del 1638, diventando la residenza di famiglia. E' un edificio imponente situato in posizione panoramica sul colle di Bastia e sul mare.
- Palazzo Pignatelli, residenza della famiglia Pignatelli, è situato nel centro storico e risale al XVIII secolo;
- Palazzo del Rivellino, in località Marina di Belmonte, è un edifico sorto con funzioni difensive;
- Palazzo Barone-Del Giudice, edificio settecentesco;
- il parco marino regionale Scogli d'Isca.

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