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Amantea

Descrizione

Località turistico-balneare del basso Tirreno cosentino, il borgo di Amantea è arroccato sul mare in una posizione molto strategica dal punto di vista militare. La parte nuova dell'abitato si sviluppa lungo la costa, mentre il centro storico insiste sulle colline dell'entroterra.
Non si hanno notizie certe sull'origine di questa città, le cui radici in un'epoca forse precedente addirittura alla presenza greca in Calabria. C'è di certo che dal IV al XI secolo d.C. si sono succeduti ad Amantea i bizantini, gli arabi ed i normanni, lasciando tracce della loro presenza. Sotto gli Svevi (XIII secolo), la città venne ampliata con la costruzione di nuovi edifici, fra cui la Torre di Guardia ed il Cenobio di San Francesco (1222 circa). Nel 1416, dopo duri anni di lotte e rivolte, i D'Aragona, per meglio controllare il territorio, esentarono gli abitanti dal pagamento delle tasse doganali in tutti i porti del regno. Nel 1424 fu dichiarata città di regio demanio, da non potersi né vendere né infeudare. Intorno al 1528, l'imperatore Carlo V d'Asburgo fece erigere possenti mura dal castello fino alla marina, rendendo Amantea una fortezza militare di notevole importanza. Nel 1630 il vicerè si vide costretto a vendere le città demaniali, tra cui anche Amantea, ma i cittadini, pur di difendere la loro libertà,raccolsero la somma necessaria e fecero annullare l'atto di vendita. Nel 1806 divenne il centro principale della resistenza alle truppe francesi di Giuseppe Bonaparte.
Il centro storico mostra un'impronta sei-settecentesca, ad eccezione del nucleo medievale della cittadella fortificata. L'abitato è segnato da una strada principale che scende verso il mare e da cui si dipanano brevi scalinate e vicoli terminanti in slarghi e piazzette.
Siti di interesse:
- il castello, edificato a partire dal XII secolo sul sito delle precedenti fortificazioni bizantine. Ha pianta quadrangolare irregolare e torri angolari ed era caratterizzato in passato da un fossato difensivo e un ponte in muratura sui lati nord e ovest. L'aspetto attuale è frutto dei rifacimenti di epoca normanna e del 1545, effettuati sotto Carlo V.
- la Chiesa di San Bernardino da Siena, con annesso convento fondato nel 1436 dai frati minori osservanti. La facciata cuspidale, preceduta da un chiostro con portico a cinque arcate in pietra, era in origine decorata da una rara decorazione di fattura arabo-siciliana, attualmente conservata presso il Museo di Reggio Calabria. L'interno a due navate (di cui quella laterale più bassa) conserva diverse statue quattro-cinquecentesche, tra cui una Madonna di Antonello Gagini (1505).
- l'Oratorio dell'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, adiacente alla Chiesa di San Bernardino, risalente al XVI secolo, conserva una pala marmorea ad altorilievo con la raffigurazione di un'Adorazione dei Magi attribuita a Pietro Bernini.
- la Chiesa Madre di San Biagio, risalente al 1677, il cui altare maggiore mostra una monumentale cornice settecentesca in legno dorato e intagliato con fiori e conchiglie, a cura di maestranze cosentine, proveniente dalla Chiesa di sant'Elia profeta, annessa al collegio dei gesuiti.
- le rovine del convento francescano, costruito nel 1216, forse sul sito di un cenobio basiliano. Della chiesa annessa si conservano la cupola con un tiburio ottagonale, la parte interna decorata con stucchi settecenteschi, parte del perimetro murario della navate laterali e l'arco trionfale.
- il seicentesco Palazzo delle Clarisse.

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