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Zibello

Descrizione

Famoso per la produzione del famoso quanto apprezzato Culatello di Zibello DOP (definito da Gabriele D'Annunzio "il principe dei salumi" per la sua dolcezza e morbida compattezza), è un comune della provincia di Parma, centro agricolo e industriale parallelo all'argine del Po. Sull'origine del toponimo si registrano due diverse teorie: c'è chi, infatti, ritiene che derivi da "gibbo" (zona soprelevate) e chi, invece da "zobello" (argine di passaggio).
Sebbene l'area fosse già abitata in epoca preromana e, successivamente anche dai Romani, le prime notizie certe e documentate sull'origine del borgo risalgono all'epoca Medievale. Feudo dei Pallavicino, visse un periodo di splendore economico e culturale e Giovan Francesco Pallavicino ne fece la capitale della sua minuscola signoria. Nel Cinquecento fu oggetto di contesa con i Rangoni che lo tennero per circa un secolo, senza però incrementare lo sviluppo del borgo. Fu riacquisita dal palla vicino che lo tennero fino all'abolizione della feudalità.
Siti di interesse:
- Palazzo Pallavicino (o Palazzo Vecchio), situato sulla piazza principale, è a pianta quadrata con corte centrale. La parte più antica è caratterizzata da ampi archi e decorazioni in terracotta e calce, tipico del gotico fiorito.
- la Parrocchiale dei Santi Gervaso e Protaso, splendido esempio di gotico lombardo, iniziata nel XV secolo (ma consacrata molto tempo dopo, nel 1620). L'imponente complesso architettonico presenta una facciata in mattoni sormontata da cuspidi; sia la parte mediana sia le parti laterali sono delimitate da pilastrate, che tendono ad evidenziare la suddivisione dell'edificio in tre corpi, suddivisione alla quale corrispondono, all'interno, tre navate. Un elegante rosone sovrasta l'ampio portale centrale; mentre sopra i due ingressi laterali si aprono due alte monofore terminanti con archi a sesto acuto.
- la Chiesetta della Beata Vergine delle Grazie, il monumento più antico del paese, probabilmente risalente al XIV secolo. L'interno era interamente affrescato, anche se sono giunti sino a noi solo alcuni frammenti.
- la Collegiata di San Giovanni Battista, realizzata su una preesistente costruzione di epoca romanica fatta costruire da Matilde di Canossa, presenta una bella facciata neoclassica, opera di Pier Luigi Montecchini (1859), affiancata da un campanile del 1778, probabilmente sorto su una preesistente torre campanaria romanica.
- l'ex Convento dei Padri Domenicani, fondato nel 1494 dal marchese Giovan Francesco Pallavicino;
- il settecentesco Santuario di San Rocco, nella frazione di Ardola, dalla facciata slanciata.

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