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Sala Baganza

Descrizione

Comune di antiche origini della provincia di Parma, adagiato sulle prime colline dell'Appennino, nei pressi del torrente Baganza, Sala Baganza vanta un patrimonio artistico e storico-culturale di grandissimo pregio, che si rivela negli splendidi capolavori d'arte che, nel corso dei secoli, sono stati realizzati dalle varie famiglie che vi si sono succedute al potere.
Il toponimo rivela chiare origini longobarde: il termine "sala", infatti, indicava le terre direttamente occupate dal presidio germanico.
Sebbene la storia del borgo sia legata alla Rocca Sanvitale, i primissimi insediamenti umani risalgono addirittura al Neolitico. L'area, successivamente, è passata sotto il controllo di Roma, come rivela il ritrovamento di una fornace per la produzione di anfore, risalente al II-III secolo d.C.. Il toponimo è attestato per la prima volta in un documento del 995: all'epoca, quindi, era già presente un palazzo signorile. Dal 1141 il paese passa sotto il controllo di diverse famiglie, tra cui i Sanvitale che caratterizzeranno la storia di Sala Baganza e della Rocca per circa 350 anni. Nel 1545 Girolamo Sanvitale giura fedeltà ai duchi di Parma, i Farnese. Nel 1612, dopo la congiura ordita dai feudatari contro il duca Ranuccio I Farnese, anche il territorio di Sala Baganza passa alla Camera Ducale.
Siti di interesse:
- la Rocca Sanvitale fu edificata da Stefano Sanvitale nel 1461, subendo profonde trasformazioni nel corso dei secoli successivi, specie nel XVIII secolo, quando alcune sale vengono affrescate in stile settecentesco, trasformazioni che indurranno Maria Amalia d'Asburgo, moglie di Ferdinando di Borbone, a stabilirsi presso la Rocca. Oggi la Rocca ha l'aspetto di un lungo parallelepipedo delimitato agli estremi dai resti di due torrioni. Le sale, di recente sottoposte ad importanti interventi di restauro, mostrano preziosi affreschi e decorazioni, opere cinquecentesche di Orazio Samacchini, Bernardino Campi e Cesare Baglione.
- la Pieve di Talignano, pieve romanica del XII secolo dedicata a San Biagio, dipendente dal monastero cistercense della Rocchetta. Si presenta ad aula unica con volta a botte e affreschi del XVI e del XIX secolo.
- il castello di Segalara, posto su un terrazzo naturale dal quale si domina la vallata, con annesso oratorio del XIII secolo.
- il Parco Regionale dei Boschi di Carrega, con il "Casino" della duchessa Maria Amalia, il suggestivo spettacolo dei calanchi e l'acquedotto farnese.

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