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Savignano sul Rubicone

Descrizione

E' un comune della provincia di Forlì-Cesena, il cui toponimo deriva, nella prima parte, dall'antica famiglia romana Sabiniana, mentre la seconda parte la si deve a Benito Mussolini che nel 1933 pose fine all'annosa diatriba, attribuendo a Savignano lo storico fiume che vide il passaggio delle truppe di Cesare che, qui, pronunciò la storica frase "Alea iacta est" (il dado è tratto).
Il primo nucleo abitativo sorse là dove sarebbe stata realizzata la Via Emilia; nel I secolo a.C. venne realizzato il fiume sul Rubicone, giunto a noi dopo 2000 anni indenne fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando i tedeschi in ritirata lo fecero saltare in aria con cariche di dinamite.
Dopo la caduta dell'Impero Romano e le invasioni barbariche della penisola italica, la popolazione si spostò man mano dalla costa verso l'entroterra, nella speranza di trovare un più efficace rifugio: fu realizzato un castello in posizione strategica sul Rubicone e nel 1085 era già sotto la signoria di un certo Alberto Savignani, di nobile famiglia bolognese. Tuttavia risale al 1359 la realizzazione del primo nucleo urbano ad opera del cardinale Albornoz; nel 1500 passò sotto il controllo dei Borgia. In seguito conobbe il potere della Repubblica di Venezia e dello Stato Pontificio.
Siti di interesse:
- il ponte romano non è solo il monumento più antico della città, ma è il simbolo stesso di Savignano. A tre arcate, collega le due sponde del Rubicone. Realizzato in epoca repubblicana (secondo alcuni storici, fu costruito contemporaneamente alla Via Emilia), rimase intatto fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando le truppe tedesche lo fecero saltare in aria. Fortunatamente fu ricostruito utilizzando gli stessi blocchi trapezoidali, recuperati dal letto del fiume, tra il 1963 e il 1965.
- la Pieve di San Giovanni in Compito, già citata in documenti del VII secolo, è una struttura antichissima situata là dove sorgeva in origine un insediamento romano. Distrutta nell'VIII secolo, durante gli scontri tra Bizantini e Longobardi, fu ricostruita tra il X e l'XI secolo in stile ravennate.
- la seicentesca Chiesa del Suffragio (o del SS. Salvatore), nei cui sotterranei venivano sepolti i membri della Compagnia del Suffragio;
- la Chiesa di San Benedetto, sorta accanto all'antico monastero dei camaldolesi;
- la Chiesa di San Rocco, realizzata dalla popolazione per scongiurare il flagello della peste, conserva all'interno un pregevole crocifisso ligneo;
- la cinquecentesca Chiesa della Santissima Trinità;
- la settecentesca Collegiata di Santa Lucia, al cui interno sono custoditi pregevoli capolavori del medesimo periodo.
- il castello di Ribano, situato sull'omonimo colle, nato in epoca medievale come "curtis" fortificata, crebbe di importanza con i camaldolesi, fino alla soppressione degli ordini ecclesiastici voluta da Napoleone. Oggi è sede di un'azienda vitivinicola.
- il Monte di Pietà;
- il palazzo Comunale;
- Villa La Rotonda, realizzata da Leandro Marconi che si ispirò alle ville palladiane.

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