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Nicola (Ortonovo)

Descrizione

Il toponimo, per alcuni, sarebbe di origini bizantine, per altri deriverebbe da "mica aurea", per via di una piccola miniera, ora esaurita, ma ancora visibile sotto il cimitero del paese, scoperta a nord dell'abitato. E' una frazione di Ortonovo, in provincia di La Spezia, al confine tra Liguria e Toscana. Nicola è un tipico borgo medievale arroccato sulla cima di un colle verdeggiante e sovrastante la valle.
Il borgo fu in principio sotto la giurisdizione dei vescovi di Luni; fu, in seguito, conquistata da Lucca, Pisa, dagli Scaligeri, dai Rossi di Parma, dagli Spinola di Genova ed dai Visconti di Milano. Nel 1406 si pose sotto la protezione di Firenze e, poco tempo dopo, attaccato dalle truppe del Piccinino, si rivolse ai Fiorentini per ottenere aiuti economici allo scopo di porre riparo agli ingenti danni subiti. Infatti, durante il duro attacco, l'abitato fu saccheggiato e danneggiato, le case date alla fiamme, l'apparato murario distrutto. Il danaro proveniente da Firenze servì anche a ricostruire le mura, oggi ancora visibili in parte. Alla fine del 1400 il centro fu ceduto al Banco di San Giorgio, successivamente entrò sotto il controllo della Repubblica di Genova e vi rimase per oltre due secoli durante i quali fu costantemente in contrasto con i comuni vicini per i confini, soprattutto con Ortonovo e Sarzana. Alla fine del 1700, con l'arrivo di Napoleone, entrò a far parte della Repubblica Ligure e nel 1806 fu inglobato nel comune di Ortonovo, di cui divenne una frazione.

Da vedere:

La Piazzetta dell'acacia, un albero secolare, dove è ancora visibile un tratto delle antiche mura ed una torre di guardia.
Il castello con torre pentagonale edificato tra il XIII ed il XV secolo in posizione dominante la valle del Magra.
La famosa scala matta, così denominata per i gradoni irregolari. Giunge al punto più alto del borgo, nella piazza della chiesa.
La chiesa dei Santi Filippo e Giacomo dalla facciata barocca, risale al 1759. Fu costruita nel luogo in cui si trovava una cappella bizantina del VI-VII secolo distrutta dai Rotari insieme al castello. La chiesa venne ristrutturata ed ampliata nel '500 e nel '700. Il portale risale agli inizi del XVII secolo, all'interno si trovano due reliquiari dello stesso periodo; l'altare maggiore, in marmo, risale al '600 e alle sue spalle si trova un coro ligneo della seconda metà del XVII secolo. L'edificio custodisce anche altre mirabili opere d'arte, statue lignee e dipinti.

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