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Ivrea

Descrizione

Il toponimo deriva dalla latinizzazione, "Aeporedia", di un nome di origine celtica, fusione di "epo" (cavallo) e "redia" (carro). Cittadina in provincia di Torino, situata allo sbocco della Val d'Aosta, il cui territorio è attraversato dalla Dora Baltea, la parte più antica di Ivrea si trova su un colle e domina la gola della Dora. Sulle rive del fiume si estendono i quartieri ottocenteschi mentre in direzione di Torino si sviluppano le zone industriali. Sin dai primi anni del Novecento si aprì allo sviluppo industriale ospitando importanti aziende, senza tuttavia rinunciare al rispetto delle tradizioni come il Carnevale storico.
All'epoca dei Romani Aeporedia fu una colonia e rappresentò un posto strategico di confine, data la vicinanza con la Val d'Aosta e tale importanza si evince dai resti degli edifici, dall'anfiteatro, dal ponte e dal teatro. La particolare posizione la rese importante anche in epoca medievale: fu capitale di un ducato longobardo, di un comitato franco e di una importante marca; sin dal IV secolo fu sede episcopale e nell'825 fu sede di un'università ecclesiale. Visse un periodo d'oro con il vescovo Warmondo e intorno all'anno Mille con Arduino divenne capitale del Regno italico. Nel 1313 giurò fedeltà ai Savoia. Dal 1536 al 1159 subì la dominazione di Spagnoli e Francesi e dal 1798 al 1814 fu capoluogo del Dipartimento della Dora. All'inizio dell'Ottocento perse la sua importanza militare e religiosa, ma acquistò peso politico e amministrativo e a seguito di ciò si rese necessario un nuovo assetto urbanistico.

Da vedere:

La maestosa cattedrale di Santa Maria, eretta alla fine del X secolo, durante l'episcopato di Warmondo, su un preesistente edificio, fu più volte trasformata: in epoca romanica, nel Settecento e a metà dell'Ottocento. L'edificio conserva tracce interessanti di tutte le epoche in cui fu rimaneggiata. La facciata in stile neoclassico è riccamente abbellita da un timpano sorretto da quattro colonne cilindriche e da quattro retrostanti colonne a base quadrata, da statue e greche. Sotto il portico è custodito un sarcofago romano di epoca augustea.
Il convento di San Bernardino in stile tardogotico, la cui costruzione ebbe inizio nel 1455.Nella chiesa si trova un importante cicli di affreschi risalenti al XV secolo, opera di Giovanni Martino Spanzotti, raffigurante storie della vita e della passione di Cristo.
La chiesa di San Lorenzo ricostruita nel 1718.
Il campanile romanico dell'Abbazia benedettina di Santo Stefano distrutta dal gen. Brissac nel 1558.
La chiesa di San Nicola da Tolentino costruita così come si presenta attualmente nel 1605. Accanto si trova il Seminario iniziato nel XVIII secolo.
La chiesa di San Ulderico, riedificata nel 1730, presenta un campanile romanico.
La chiesa di Santa Croce con la facciata ottocentesca.
La cappella di Sant'Antonio fondata nel 1005 e ricostruita probabilmente nel XIV secolo.
La cappella dei Tre Re del 1215, le apparteneva un presepe in legno risalente al Quattrocento ora conservato nel Museo Civico.
Il Castello delle Quattro Torri iniziato dai Savoia nel 1358 ed adibito a carcere sin dal XVII secolo. Una delle torri fu distrutta nel 1676.
I resti del Parlacium, anfiteatro romano del I secolo d.C.
Piazza Duomo caratterizzata dalla presenza del Duomo, delle torri vescovili, nonchè di edifici medievali.
I Musei Civici conservano una sezione archeologica, una di arte orientale, una dedicata almondo rurale, dipinti del periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo.
Il palazzo Perrone con la quattrocentesca torre dei Talliandi.
Il palazzo Giusiana del XVI secolo con cortile a loggiati.
Il palazzo della Credenza, antica sede dei consiglieri comunali.

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