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Borgofranco d'Ivrea

Descrizione

Comune in provincia di Torino, èsituato in un punto strategico da cui si può agevolmente raggiungere la Francia, la Svizzera, la Val d'Aosta, la provincia di Biella ed il resto del Piemonte. È ancora ben conservato l'antico ricetto con le caratteristiche abitazioni. Borgofranco è famoso per i Balmetti: fuoriuscite di correnti d'aria ad umidità e temperatura costanti da cavità naturali, usate per tenere a temperatura costante locali costruiti appositamente per la conservazione dei prodotti agricoli. Lo sfruttamento delle correnti, dette ore, è avvenuto sin dai tempi più antichi.
La zona fu abitata dai Salassi, popolazioni di origine celto-ligure, per anni impegnate nel tentativo di contrastare l'occupazione da parte dell'esercito romano. Gli invasori, alla fine, ebbero il sopravvento e colonizzarono il territorio nel 22 a.C. Con la caduta dell'Impero romano fu Bisanzio a prendere il controllo, poi i Longobardi ed infine i Franchi. Il borgo nacque per volere del Vescovo di Ivrea e del Marchese del Monferrato nel XIII secolo. Nel secolo successivo ebbe inizio l'espansione da parte dei Savoia, salvo nel XVI secolo, epoca in cui presero il controllo i Francesi e gli Spagnoli. Il Marchese Marini fu investito del feudo di Borgofranco dal Duca di Savoia nel 1623; estintasi la dinastia, il territorio tornò alla famiglia sabauda per essere solo pochi anni dopo affidato con il titolo di Contea a Giovanni Palma.

Da vedere:

La parrocchiale della Madonna del Rosario e dei Santi Maurizio e Germano, di origini cinquecentesche, divenne parrocchia nel XVIII secolo. Il portale d'ingresso è decorato da un affresco raffigurante la Madonna con Bambino.
La chiesa di Santa Marta edificata in epoca medievale, fu ampliata nel XVII secolo.
Il campanile romanico nella frazione San Germano.
Palazzo Marini, ampliato nel Seicento, presenta una torre del XIII secolo. Situato all'interno del borgo medievale, si compone di una parte signorile e di una zona di servizio. Presenta un ampio scalone, sulla cui volta è dipinto il mito di Proserpina, un porticato con laggiato e decorazioni murali seicentesche.
Il Ricetto.
I Balmetti.
La Biblioteca Comunale.

Mappa

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