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Villeneuve

Descrizione

Villeneuve, il cui toponimo significa "villaggio nuovo", è un comune montano in provincia di Aosta, situato alla confluenza delle valli di Valsavarenche e di Rhemes, tra Aosta e Pre Saint Didier, a 640 metri di altezza.
Il ritrovamento nella Piana di Champ Rotard di una delle più vaste necropoli Neolitiche d'Italia, con tombe risalenti al 3000 a.C., nonché di rocce con incisioni risalenti alla fine del Neolitico e, infine, in località Martinet di un'accetta di epoca neolitica, fa ritenere che la zona fosse popolata sin dalle epoche più remote. I Romani successivamente lasciarono a Villeneuve testimonianze storiche importanti: un tratto dell'antica Via delle Gallie in località Champ Rotard, un tempio dedicato ad Augusto e quattro steli funerarie in località Chatel-Argent, la stele del II secolo d.C. ritrovata nella cappella del castello, una pietra miliare romana ed una tomba in località La Crete.
Dopo la caduta dell'Impero Romano, la Val d'Aosta fu invasa da Burgundi, Ostrogoti, Bizantini, Longobardi, Merovingi e Franchi; tutto questo susseguirsi di popoli invasori ebbe una notevole influenza sulla lingua. Il territorio fu suddiviso in feudi, tra cui quello di Chatel Argent. Il territorio appartenne ai signori di Bard; nel 1242 Hugues de Bard si ribellò al conte Aymon di Savoia, ma poi dovette vendergli i possedimenti e ritirarsi al di fuori della regione. Allontanati i signori di Bard, Philippe Ier, conte di Savoia, nel 1271 fece edificare una nuova città, Villeneuve, quale capoluogo del feudo. Il borgo fu dotato di due porte d'ingresso. Nel 1273 gli abitanti ottennero dal conte numerosi privilegi inusuali per l'epoca, confermati cinquant'anni dopo dal conte Edouard e nel 1376 dal conte Amèdèe VI. Nella prima metà del Seicento Charles Emmanuel I assegnò la Signoria di Chatel Argent a Pierre Leonard Roncas.

Da vedere:

I ruderi del castello di Chatel Argent in posizione strategica sul sito in cui si trovava un forte romano costruito a difesa dell'Impero dalle invasioni barbariche e distrutto con molta probabilità dai Saraceni ed un tempio romano. Il castello, che potrebbe risalire all'anno 1000, fu realizzato con materiali preesistenti di epoca romana su progetto dell'architetto del conte Pierre II di Savoia. Probabilmente il nome Argentum è associato al particolare colore delle pietre con le quali è stato costruito, ricche di calcite, quarzo e miche, che conferiscono loro riflessi argentei. Contiene tra le sue mura l'antica cappella forse dedicata a Santa Colomba. Dell'originaria struttura rimane la torre principale, la cisterna e parte delle mura. I primi proprietari furono i signori di Bard.
La chiesa di Santa Maria, oggi di San Rocco, risulta menzionata in un documento storico del 1184, nei secoli successivi vide l'aggiunta di nuove cappelle e cadde in disuso nel corso dell'Ottocento, dopo che fu eretta nel 1792 la nuova chiesa parrocchiale. Recenti scavi effettuati dalla Soprintendenza per i Beni culturali nella chiesa di Santa Maria hanno permesso di constatare che il luogo è stato occupato sin dal periodo Neolitico. Sono stati rinvenuti anche reperti di epoca romana da cui si deduce la presenza nelle vicinanze di un antico insediamento e di una chiesa paleocristiana risalente al V secolo con trasformazioni di epoche successive, altomedievale e romanica. Il campanile in stile romanico risale all'anno 1000, così come la cripta. Nella cappella laterale sinistra è conservato in parte un affresco del 1200 raffigurante il martirio di San Maurizio.
La chiesa parrocchiale dell'Assunta eretta nel 1792.
La Tour Colin a La Crete, risalente al 1200, probabilmente fu edificata su resti romani e appartenne in principio alla famiglia dei Gontard.
La Maison Carmagne a Champ Rotard fu fatta costruire da François Carmagne, commissario del conte Amèdèe VII. E' composta da due torri: una quadrata che ha circa 700 anni ed una circolare con scala a chiocciola in pietra.
Il ponte nella frazione di Trèpont fu costruito nel Settecento, distrutto da un'alluvione nel 1993, fu ricostruito nel rispetto della sua originaria struttura.

Photo Copyright: Maison Anselmet

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