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Gressoney-Saint-Jean

Descrizione

Il toponimo nella prima parte deriva da "cresson" (crescione), mentre la seconda parte onora San Giovanni. Insieme al comune di Gressoney Saint Jean forma un'unica entità culturale e territoriale: Gressoney. Questa fu divisa in tre parti: Onderteil e Mèttelteil, oggi corrispondenti a Saint Jean, ed Oberteil che corrisponde all'odierno comune di La Trinitè.
Gressoney Saint Jean si trova a 1835 metri di altitudine, ai piedi del Monte Rosa, nella Valle del Lys. Confina con il Piemonte e con la Val d'Ayas e, con le sue numerose frazioni, è il comune più vasto e ricco di strutture turistiche dell'intera Valle del Lys. Offre la possibilità di dedicarsi agli sports invernali, nonché alle escursioni sul Monte Rosa.
Come è avvenuto nell'intera Val d'Aosta, la zona fu popolata sin dai tempi più remoti, appartenne ai Celti ed ai Salassi, popoli famosi per l'abilità nell'arte della guerra e della caccia, nonché per l'amore per la propria indipendenza. Reagirono con forza e determinazione alla conquista da parte dei Romani, ma dopo anni di resistenza dovettero cedere ed i loro territori furono assegnati ai conquistatori. Appartenne ai vescovi di Sion, poi ai signori dei Vallaise ed ai signori di Quart in età medievale. Dal 1227 al 1595 le famiglia feudali avevano offerto libertà e privilegi agli abitanti della Valle del Lys in cambio di danaro. Nel villaggio di Noversch esisteva una casa cinquecentesca di proprietà degli Challant che fu detta "La Dogana" perchè ivi venivano riscossi i tributi. Il 9 maggio del 1767 si costituì il comune di Gressoney La Trinitè come comune autonomo, ma i rapporti tra i due paesi non furono idilliaci, le liti terminarono solo nel 1831, quando Gressoney Saint Jean era sotto il dominio dei Savoia.

Da vedere:

La chiesa di San Giovanni Battista, risalente al 1515, fu edificata su una precedente cappella e modificata nel 1753 con l'aggiunta, tra l'altro, di due navate laterali asimmetriche. E'sede del Museo parrocchiale che conserva un mirabile crocifisso del XIII secolo. Nei pressi dell'edificio si può ammirare una croce in pietra risalente al 1735. La Via Crucis, situata all'esterno della chiesa, risale al 1626.
Il castello Savoia fu costruito tra la fine dell'Ottocento ed i primi del Novecento in località Belvedere, ai piedi del Colle della Ranzola, in posizione dominante la valle; fu voluto dalla Regina Margherita. Circondato da un parco, è composto da un corpo centrale e da cinque torri disomogenee sormontate da cuspidi. Si articola su tre piani con interni finemente decorati.
La villa Margherita, costruita per conto della famiglia Beck Peccoz, ha ospitato spesso la Regina Margherita e la famiglia reale. Ricca di guglie, balconate e balaustre, conserva al suo interno ancora per buona parte gli arredi ed i rivestimenti originali e stufe in ceramica smaltata. Acquistata dal Comune nel 1968, è oggi sede del Municipio.

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