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Corato

Descrizione

Situata sulle pendici orientali delle Murge, in una zona pre-collinare, secondo alcuni storici l'origine di Corato risale al 201 a.C., al periodo delle guerre puniche, quando il territorio fu concesso al console Caius Oratus, dalla cui contrazione deriverebbe il toponimo.
Nel 1250, Carlo D'Angiò sconfisse Corradino di Svevia, tuttavia Corato restò fedele al regnante svevo, meritando da lui l'appellativo di 'cor sine labe doli' (cuore senza macchia di tradimento), citazione riportata nello stemma della città.
Il villaggio era caratterizzato da quattro torri costruite dai Longobardi e la difesa, consisteva anche in un dedalo di viuzze congiunte da archi e cunicoli sotterranei, caratteristica ancora presente nel centro storico della città. Sotto il dominio dei Normanni, Corato divenne città fortificata, Pietro il Normanno, fece unire le quattro torri, per cingere l'abitato con una muraglia intervallata da venticinque torrioni e costruire un castello, Palazzo Gioia. Svevi e Angioini, nel 1409, pensarono allo sviluppo della città nel commercio e nell'industria agricola con la lavorazione di vino, olio, mandorle e pelli.
Esistente già nel 1139, la Chiesa di Santa Maria Maggiore presenta un portale medievale a sesto acuto, recante nella lunetta la raffigurazione del Cristo benedicente. L'assetto attuale della chiesa è determinato dai massicci interventi di restauro realizzati nel 1863 che hanno comportato un rialzamento della navata e modificato la parte alta della facciata con l'apertura di due oculi e la realizzazione del coronamento triangolare in tufo.
La Chiesa di Maria Santissima dell'Incoronata fu consacrata al culto nel 1617, anche se i lavori proseguirono anche negli anni successivi. Dopo la soppressione dell'ordine dei Minori Osservanti ed alcuni anni di abbandono, la Chiesa fu riscattata e riaperta al culto nel 1915. E' ad un'unica navata con due accessi: uno in asse con l'abside ed uno sul fianco sinistro.
Interessanti sono anche la Chiesa con Convento dedicata a San Benedetto, del 1627, sul sito di una preesistente struttura religiosa dedicata a Santa Maria Annunziata, la Chiesetta di San Vito, documentata sin dal 1206, Palazzo Capano, Palazzo Lamonica Vecchio, Palazzo De Mattis, Palazzo Catalano, Palazzo Gentile Griffi, Palazzo Spallucci, Palazzo Lamonica Nuovo e Palazzo di Città.

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