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Castello Di Bossi Chianti Classico

Produzione Vino Qualità Sangiovese Cabernet Sauvignon Merlot Ospitalità Agrituristica Castelnuovo Berardenga Siena Toscana Italia

Contatti

Castelnuovo Berardenga Loc. Bossi in Chianti +39 0577 359330 +39 0577 359048

Descrizione

Il Castello di Bossi si trova nella parte meridionale del Chianti Classico nel comune di Castelnuovo Berardenga. La zona si distingue per i vini di struttura diversa dal resto del Chianti Classico. Infatti, a Castelnuovo Berardenga la struttura e il corpo dei vini sono da considerarsi molto simili alla zona di Montalcino. Il Castello di Bossi si estende su 650Ha di terreno di cui 124 coltivati a vigneto.

Le tre uve principali sono il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon e il Merlot. Il Cabernet e il Merlot furono piantati a Bossi circa 40 anni fa, probabilmente fra i primi piantati nel Chianti Classico. I terreni predominanti sono il tufo, le argille gialle, le sabbie limose e il sasso spezzato. L'altitudine media dei vigneti di circa 350 m sul livello del mare e l'esposizione dei vigneti ruota da sud-est a ovest.

Il Castello di Bossi sorge al centro dell'azienda, la prima torre fu costruita intorno all'anno 1099 a testimonianza dell'antichità del luogo, in seguito attorno al 1450 il Castello divenne di forma quadrilatera difensiva com'è tuttoggi.

Il castello di Bossi si trova nel comune di Castelnuovo Berardenga, sulla strada che dalla Chiantigiana vecchia, in località Pianella, si stacca per salire a Brolio, in mezzo a boschi sempreverdi e lunghi filari di viti. La particolarità del luogo, ricco di alberi secolari, di giacimenti di fossili e di varie forme di vegetazione spontanea ha interessato, fin dai tempi più remoti, molti studiosi che ne hanno analizzato le varie peculiarità. Il nome Bossi sembra derivi dal tesoro militare degli eserciti romani, che veniva portato negli accampamenti per pagare le milizie. Veniva così chiamato perchè costruito, con ogni probabilità, con tavole di bosso, legno pregiato e rarissimo. Da alcune iscrizioni trovate in un vecchio muro della canonica di San Marcellino, risalenti tra il I e il II secolo dopo Cristo, risulta come questa zona sia stata sede di un insediamento romano.

Le prime testimonianze certe di famiglie abitanti la zona di Bossi risalgono al IX secolo, quando vi si insediò un gruppo nobiliare detto dei Berardenghi. Winigi e la moglie Richilda, dopo aver regnato a lungo nei territori di loro proprietà, decisero di ritirarsi a vita privata, donando ad istituti religiosi feudi e proprietà, senza però rinunciare ai terreni che circondano oggi il castello. Come località ben determinata Bossi è citato in un atto di donazione del 1099, fatto da Azzo di rustico al monastero di Fontebona. La chiesa di Bossi, dedicata a S.Andrea, fu costruita in epoca successiva, presumibilmente intorno al 1200, per la necessità di una maggiore cura delle anime del villaggio che andava ingrandendosi.

Da documenti dell'epoca si può rilevare come già allora fosse coltivata la vite, poichè parte del pagamento dei canoni e degli affitti avveniva in natura, e fra i prodotti veniva citato anche il vino. Nella guerra che contrapponeva i Senesi ai Fiorentini, Bossi rappresentava una zona di frontiera e fu solo dopo la battaglia di Montaperti che le attività economiche ripresero in maniera regolare, grazie ad un'opera di ricostruzione indirizzata soprattutto a rendere più agevoli gli scambi commerciali, tracciando nuove vie di comunicazione o rendendo più sicure quelle esistenti. Si avviò anche il rifacimento dei castelli esistenti, ma la torre di Bossi non fu toccata.Con la costruzione di Castelnuovo Berardenga, nel 1346, Bossi passò sotto la giurisdizione del nuovo Comune, che fu chiamata a difendere già nel 1383, dall'attacco di eserciti mercenari al soldo della città di Firenze.

Nello stesso periodo, il territorio fu acquisito dalla famiglia dei Placidi, originaria di Radi ma di stanza a Siena. La costruzione del palazzo di Bossi si può collocare tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo, con l'abbattimento della torre esistente. Gia alla fine del 1400 però, il Castello ricevette danni a causa dei fiorentini, che distrussero varie località della Berardenga, per non essere riusciti a conquistare il capoluogo.

Dopo l'avvento dei Medici, in Toscana si assistette alla cessazione di lotte tra città e città, lasciando così la possibilità alle popolazioni di riprendere appieno le varie attività lavorative. In questo frangente, la produzione del vino prese un nuovo impulso. La proprietà del castello si accrebbe di due nuovi proprietari, gli Ugurgeri e l'Ospedale di S.Maria della Scala, di Siena, entrambi legati alla famiglia Placidi.Sotto il regno di Leopoldo II, granduca di Toscana, tutta la regione ebbe un periodo di prosperità, caratterizzato da scelte politiche che la trasformarono in uno stato all'avanguardia, in piena ripresa economica, culturale e civile.

Con Giovanni Battista Vivarelli, erede di isabella, l'ultima degli Ugurgeri, si ha la cessione della proprietà del Castello all'avvocato senese Giuseppe Giuggioli. La famiglia ne rimase proprietaria sino alla seconda guerra mondiale, quando fu acquisito dalla famiglia Piccolomini di Siena. L'abbandono della mezzadria, il conseguente spopolamento delle campagne portò ad una crisi del settore agricolo. Anche Bossi subì un lento decadimento fino all'avvento degli attuali proprietari, la famiglia Bacci che, con spirito imprenditoriale, introdusse nuovi metodi di produzione e più efficaci metodi gestionali, che hanno permesso la rinascita del Castello.

Quella rivoluzione enologica che negli ultimi anni ha riguardato il Chianti Classico e la toscana vitivinicola tutta, non poteva non coinvolgere un nome storico come Castello di Bossi.

Sfruttare al massimo l'incredibile potenziale offerto dalla azienda, e introdurre le innovazioni tecnologie nel pieno rispetto del territorio chiantigiano, erano i compiti da svolgere per portare la maison vinicola ai massimi livelli dell'enologia mondiale. Il progetto si è concretizzato nei decenni, la famiglia Bacci ha saputo circondarsi degli uomini giusti per arrivare e porsi come unico obbiettivo l'alta qualità.

Oggi il Castello di Bossi si estende per 650Ha di cui 124 coltivati a vigneto, i quali, affidati alle migliori conduzioni tecniche, ci regalano di annata in annata gioielli in cui le caratteristiche del territorio e dei vigneti si esprimono allo stato dell'arte. Distribuite nei 124Ha ritroviamo le uve di San Giovese, vitigno principe del Chianti Classico e della toscana in generale; di Cabernet Sauvignon e di Merlot, le cui viti furono piantate a bossi circa quaranta anni fa, probabilmente fra le prime nel Chianti Classico. Queste viti affondano le loro radici in terreni ricchi di tufo, argille gialle, sabbie limose e sassi spezzati, ad un'altitudine media di circa 350m sul livello del mare.Il tutto, unito ad un ottima esposizione ed a un microclima particolare, rende possibile la nascita e la maturazione di uve sane dalle altissime potenzialità.

Queste uve fermentano in tini a temperatura controllata, dotati dei migliori e più moderni sistemi. Divenute vino maturano e riposano nella cantina dove trovano posto più di mille barili di quercia francese a bassa tostatura. Il moderno impianto di imbottigliamento anch'esso dotato di termoregolazione è collegato direttamente alla sala di stoccaggio bottiglie completamente rivestita di materiale isolante e controllata termicamente con un sistema di aria condizionata/riscaldamento.

Ruolo fondamentale per il mantenimento in futuro dei nostri standard di qualità è costituito dalle grandi opere di reimpianto le quali avvengono ciclicamente e saranno ultimate nel giro di 3/4 anni. La distribuzione dei vini del Castello di Bossi avviene attraverso una rete di partner commerciali di assoluta e primaria importanza, garantendo la migliore collocazione dei nostri prodotti nei ristoranti ed enoteche di tutto il mondo.

La cantina del Castello di Bossi rappresenta la perfetta la perfetta fusione tra innovazione e tradizione. Si compone di sei ambienti spaziosi e termicamente isolati l'uno dall'altro con una superficie complessiva di 3500mq.

Costruita per due lati sottoterra, rimane quasi invisibile nonostante le dimensioni e ospita il meglio della tecnologia moderna.

Le fermentazioni alcoliche dei mosti vengono svolte nella sala dove trovano collocazione i nuovi tini d'acciaio, dotati di sistemi per il controllo della temperatura.

I rimontaggi avvengono automaticamente mediante la programmazione di timer, e la rottura del cappello durante la fermentazione alcolica avviene per gravità, mediante l'uso incrociato di piastre e catene all' interno del tino.

Dopo aver portato a termine la fermentazione alcolica la massa del vino che sarà destinata all'imbottigliamento con l'etichetta del Chianti classico di annata svolge la fermentazione malolattica in tino d'acciaio ,mentre la riserva Berardo, il Corbaia e il Girolamo, terminate le macerazioni, che durano non meno di 20, 22 giorni, vanno ancora "sporchi" direttamente in barile, dove svolgeranno l'acido malico e inizieranno la lunga maturazione nella barriccaia che ospita più di mille barili di legno francese delle foreste di Allier , tostati a bassa temperatura .

Le permanenze dei vini nei barili menzionati variano a seconda delle tipologie: il Chianti Classico d'annata riposa per 10, 12 mesi, il Berardo 15 mesi, per il Corbaia e il Girolamo il tempo di maturazione si protrae per almeno due anni .

Dopo il lungo riposo nel legno i vini imbottigliati si affinano in locale coibentato con la temperatura compresa fra i13 e 18 gradi per un periodo che varia dai 12 mesi a due anni.

La cura della temperatura è per noi molto importante in quanto i vini non vengono filtrati.

Le degustazioni dei prodotti si tengono all' interno del Castello e vengono anticipate dalla visita delle cantine previa prenotazione.

La vendita diretta dei vini e dell'olio extra vergine di oliva avviene tutti i giorni esclusa la domenica .

AGRITURISMO

La tradizione della vita agreste e tutti i comfort di un moderno soggiorno rilassante.

Chi apprezza la natura, la storia e la bellezza del paesaggio, amerà il Castello di Bossi, luogo principe dell'ospitalità chiantigiana grazie alle sue accoglienti strutture agrituristiche. Un'offerta elegante e ricca di fascino che si compone di tre unità abitative, ricavate da antichi edifici restaurati nel pieno rispetto della tradizione rurale.

Per informazioni : Tel. 338 1907429 Email agriturismo@castellodibossi.it

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