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Farra d'Alpago

Descrizione

La prima parte del toponimo deriva dal longobardo con il significato di "insediamento", mentre per la seconda si fa riferimento all'area geografica in cui si trova.
Comune in provincia di Belluno, situato sulla riva del Lago di Santa Croce, nella conca dell'Alpago, il territorio cittadino, che comprende anche gran parte del Lago e giunge fino all'altopiano del Cansiglio, si trova ai confini con quello del capoluogo. Farra è una località turistica apprezzata durante tutto il corso dell'anno.
Il rinvenimento di utensili e frecce nella zona prova la presenza umana sin dal Paleolitico. A partire dalla fine dell'Età del Bronzo l'area fu popolata da genti paleovenete che subirono influenza da parte dei Celti. Seguì la colonizzazione romana di cui è traccia nei due ponti situati presso la frazione di Buscole e nei toponimi di molte località. Con la dispersione dell'Impero di Roma fecero la loro comparsa nella conca di Alpago i Goti, ai quali seguirono i Longobardi che ritrovavano in queste zone, caratterizzate dalla presenza di vasti boschi, gli ambienti originari della Scandinavia. Farra appartenne ai Vescovi di Belluno, poi agli Scaligeri e, infine, alla Repubblica di Venezia che garantì ai suoi abitanti privilegi ed autonomie. Caduta la Serenissima, nel 1797, la zona fu impoverita dalla dominazione di Francia ed Austria. Nel 1866 l'intera regione passò al Regno d'Italia.

Da vedere:
La chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli, risale al 1805 e fu edificata in sostituzione di un preesistente e più antico edificio. Restaurata più volte, presenta una facciata classicheggiante scandita da due coppie di colonne ed interrotta da un bel portale e da due finestre rettangolari. Un timpano sormonta il tutto. Accanto si trova l'alto e sottile campanile poggiante su un tronco di piramide ed interrotto da feritoie che si trovano su tutta la lunghezza. Sulla cella campanaria un tamburo ed un'alta cuspide. All'interno ad una sola navata sono conservate diverse opere d'arte, tra cui quelle lignee del Brustolon, una tela settecentesca del Grapinelli ed un organo del Novecento.
La parrocchia di Santa Croce del Lago edificata nella seconda metà del XIX secolo in sostituzione di precedenti e più risalenti chiese.
La chiesa della Natività della Madonna a Runal è meta di pellegrinaggi.
La chiesa di San Domenico a Pianture.
La chiesa di Sant'Antonio a Buscole.
La chiesa di Sant'Apollonia.
La chiesa di Santa Croce.
La chiesa di San Vigilio.
Il Lago di Santa Croce, secondo bacino della regione per grandezza, è meta di molti turisti e di sportivi attratti dalla possibilità di praticare windsurf e vela, nonchè la pesca.
La Foresta del Cansiglio.

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