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Pergine Valsugana

Descrizione

Comune della provincia di Trento e capoluogo del comprensorio Alta Valsugana, Pergine Valsugana (Persen o Fersen im Suganertal in tedesco) è un comune situato allo sbocco della Valle del Fersina, terzo in provincia per popolazione. L'area del perginese è ricchissima di laghi e corsi d'acqua; tra i tenti ricordiamo il lago di Caldonazzo, da cui nasce il fiume Brenta.
Numerose sono le tesi circa l'origine del toponimo: secondo Giuseppe Andrea Montebello deriverebbe dal torrente Fersina; secondo Bartolomeo Malfatti, invece, da "pergo" (rocca, luogo elevato) e, infine, secondo Ernesto Lorenzi da "pergamo" (altura).
Grazie ai ritrovamenti archeologici portati alla luce nelle colline circostanti l'area del perginese, è possibile affermare con certezza che i primi insediamenti umani risalgano alla Preistoria. In seguito alla guerra retica, la Valsugana entrò nell'orbita dell'Impero Roman che ivi costruì la via militare Claudia Augusta Altinate, che congiungeva Trento con Altino. Pergine è menzionato per la prima volta in un documento scritto datato 845. Sebbene giuridicamente appartenne al Principato Vescovile di trento dal 1027, dal punto di vista ecclesiastico, invece, fu legato al vescovado di Feltre fino al 1786. Nel 1815 il territorio dell'ex Principato di Trento fu assorbito dall'Impero Austro-Ungarico, dal quale si separò solo in seguito alla Prima Guerra Mondiale.
Siti di interesse:
- l'area archeologica dei Montesei di Serso, in cui sono stati portati alla luce i resti di abitazioni retiche risalenti al 450 a.C., suppellettili ed iscrizioni varie;
- il castello di Pergine, attualmente di proprietà privata, domina gran parte dell'Alta Valsugana, dall'alto del colle Tegazzo. Le prime notizie risalgono all'845 e, a causa della sua posizione strategica, fu più volte assediato ed incendiato. A partire dal XVI secolo, venuto meno il suo ruolo militare, l'edificio subì una lenta e graduale trasformazione che lo portò a diventare residenza patrizia.
- la Chiesa del Convento dei frati francescani, edificata nei primi anni del Novecento, su progetto dell'architetto Ciani da Trento. La facciata si rifà a quella della chiesa di San Babila a Milano.
- la cinquecentesca Chiesa di Santa Maria, in stile tardo-gotico, e di cui si hanno notizie sin dal XII secolo;
- la Chiesa di San Carlo, documentata sin dal 1339;
- la Chiesa di Sant'Antonio, di cui si ha notizia sin dall'XI secolo, fu man mano sommersa dai detriti a causa delle frequenti alluvioni; per tale motivo, verso la fine del '400, sulla preesistente chiesetta (diventata, ormai, un seminterrato) fu edificata l'attuale.
- la seicentesca Chiesa di Santa Elisabetta;
- la Chiesa di San Rocco;
- l'edificio affrescato al civico 39 di Via Maier;
- l'ex filanda Chimelli-Gavazzi, costruita in soli 100 giorni nel 1832;
- altri edifici di rilievo (Palazzo Tomelin, il Municipio, Palazzo Gramatica, l'ex albergo Cavalletto, i palazzi rinascimentali di Via Maier, Palazzo Montel, edificio Canopi, Palazzo Hippoliti, Palazzo Gentili-Crivelli, Palazzo a Prato);
- Spiaz de le Oche;
- i fortilizi;
- i numerosi capitelli votivi e croci;
- il lago di Caldonazzo ed i piccoli laghi del perginese.

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