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Sanzeno

Descrizione

Antico comune della Val di Non, situato sul verdeggiante altipiano tra il corso del Rio San Romedio e del Rì Mar, Sazeno, in provincia di Trento, è un pittoresco paesino dedito alla coltura delle mele che, pur tuttavia, affonda le sue radici storiche all'Età del Bronzo, quando l'area era abitata da popolazioni retiche, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici risalenti al VI secolo a.C.. In epoca romana il villaggio assunse il nome di Metho mentre, nel 397, fu teatro dell'uccisione dei vescovi cappadoci Sisinnio, Martirio ed Alessandro, ivi inviati dal vescovo di Trento, San Vigilio, per evangelizzarne la popolazione, all'epoca ancora pagana. Il toponimo, infatti, deriverebbe proprio da San Sisinnio, in seguito trasformato nell'attuale Sanzeno.
Siti di interesse:
- i reperti archeologici di epoca retica e romana, riportati alla luce nel territorio di Sanzeno, sebbene solo alcuni siano esposti presso la mostra permanente cittadina (la maggior parte di essi, infatti, è conservata nei musei di Trento ed Innsbruck);
- Castel Casez, affacciato sul borgo omonimo, mantiene intatto il suo tipico stile castellano, nonostante i pesanti rimaneggiamenti ottocenteschi; se ne ha notizia per la prima volta nel XIII secolo, quando lo ottenne in feudo un certo Bracherio di Coredo. Attualmente è di proprietà privata.
- le numerose abitazioni gentilizie, impreziosite da eleganti portali, bifore rinascimentali ed affreschi (Casa Bertoldi, Casa Gerio, Casa Sarcletti, Casa de Concini);
- la cinquecentesca Residenza De Gentili, al cui interno è conservata una pregevolissima collezione di mobili ed utensili d'epoca, nonché una farmacia interna, visitabile in estate;
- la Basilica dei Santi Martiri di Sanzeno, realizzata in stile gotico-rinascimentale sul luogo in cui sorgeva un tempio pagano dedicato al dio Saturno e dove, presumibilmente, avvenne il martirio dei tre vescovi cappadoci Sisinnio, Martirio ed Alessandro. L'edificio fu costruito su ordine del principe-vescovo di Trento, Giovanni Hinderbach, nel 1472, in sostituzione della precedente basilica, nella cui cripta erano conservate le reliquie dei tre Santi. Il portale, in stile romanico-rinascimentale, è opera di Giacomo Mookadoha ed è sormontato da una lunetta in cui è affrescata l'immagine della Madonna con bambino ed i tre Martiri. L'interno è in stile gotico, diviso in tre navate da otto colonne in pietra chiara; l'abside ha forma pentagonale, mentre l'altare maggiore settecentesco è sormontato da una pala di Giambattista Lampi che ritrae la Gloria dei Tre Santi. I quattro bassorilievi cinquecenteschi, un tempo conservati nella Basilica e raffiguranti il martirio dei tre Santi, sono oggi esposti presso il Museo Diocesano di Trento.
- il Santuario di San Romedio, la cui esistenza è documentata sin dal XII secolo, è costituito da un complesso di costruzioni che si inerpicano lungo una parete rocciosa. Le cappelle più antiche sono quelle situate più i alto e, in quella più interna, sono conservate le reliquie di San Romedio.
- la Chiesa di Sant'Alessandro, costruita, secondo la tradizione, nel luogo della prima cappella e dell'abitazione dei Martiri anauniensi;
- la Chiesa di Santa Maria, risalente all'anno Mille, con annesso ospizio;
- la piccola Chiesa di San Celestino, in stile gotico, con un bellissimo ciclo di affreschi raffigurante La Passione di Cristo (1461), opera del Maestro Leonardo da Bressanone;
- il Museo Retico, in cui sono illustrate le fasi salienti del percorso storico della Val di Non, dalla Preistoria all'Alto Medioevo.

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