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Pagani

Descrizione

Comune dell'Agro Nocerino-Sarnese, alle pendici del Monte Albino, Pagani è situato nella parte più settentrionale della provincia di Salerno, a ridosso delle province di Avellino e Napoli. Sull'origine del toponimo si registrano diverse teorie: secondo alcuni, infatti, deriverebbe dal latino "pagus" (villaggio), secondo altri, invece, dalla presenza di Saraceni provenienti dalla vicina cittadina costiera di Amalfi (per cui "pagano" in contrapposizione a "cristiano"); infine, secondo un'ultima tesi, sarebbe riconducibile alla famiglia Pagano, di origine francese, che possedeva in zona diverse terre.
Studiosi locali fanno risalire le origini della città al 1000 a.C. circa, quando nella piana si insediò una popolazione greco-africana, i Taurani, menzionati anche da Tito Livio (tuttavia, questa tesi non è suffragata da alcun ritrovamento archeologico). Taurania passò sotto il controllo di Roma in seguito alla Guerra contro i Sanniti. Priva di prove archeologiche è anche la tesi che vuole siano stati i Romani stessi a fondare la colonia di Barbatianus sui ruderi dell'antica Taurania. Le prime notizie certe sull'esistenza di un centro abitato risalgono all'XI secolo, all'epoca chiamato Curtis in plano (oggi Cortinpiano).
Siti di interesse:
- la Basilica Pontificia di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, ideata e voluta dallo stesso Santo che proprio a Pagani trascorse gli ultimi anni della sua vita, si presenta in stile neoclassico con decorazioni in stucco e colonne. Fu elevata a Basilica Pontificia nel 1908 da Papa Pio X. L'interno è a croce latina, ad una sola navata con quattro cappelle laterali, dedicate a San Gerardo Maiella, San Clemente Hofbauer, San Giuseppe ed alla Madonna del Rosario (quest'ultima, in particolare, vestita con l'abito da sposa di Maria Cristina di Savoia, Regina delle Due Sicilie). La Cappella di Sant'Alfonso, rivestita di pregiati marmi policromi, custodisce l'urna in argento con le reliquie del Santo.
- la Chiesa della Santissima Addolorata, inizialmente dedicata a San Carlo Borromeo, è a croce latina con piccola cupola illuminata da quattro finestre ovali. Menzioniamo l'organo a mantiche, costruito nel Cinquecento a Napoli, e rivestito con foglie di oro e d'argento, una statua lignea seicentesca, raffigurante l'Addolorata, con vestito ricamato in filigrana d'oro e l'affresco della Pietà sulla facciata.
- la Chiesa della Madonna del Carmelo (anche detta Carminello), edificata nel 1682 e facente parte del complesso architettonico del Conservatorio femminile del Carminello;
- la Chiesa della Madonna del Carmine, anche detta delle galline, in quanto, secondo la tradizione, nel XVI secolo alcune galline, razzolando, portarono alla luce una tavola lignea, raffigurante la Madonna del Carmelo, probabilmente sotterrata per sottrarla alla furia iconoclasta dell'VIII-IX secolo. La facciata è in stile barocco e all'interno spicca un pregevolissimo soffitto a cassettoni settecentesco.
- la Chiesa di Maria Santissima del Carmine, con imponente facciata barocca; all'interno, l'altare marmoreo ottocentesco è sormontato da una tela di Alessio D'Elia;
- la Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, eretta nella seconda metà del XVI secolo, custodisce le urne con le reliquie dei Santi felice e Costanza, martirizzati qui nel I secolo d.C.;
- la Chiesa della Madonna delle Grazie, edificata nella seconda metà del Cinquecento quale cappella privata del governatore spagnolo residente a Pagani;
- la Chiesa di Santa Maria della Purita (seconda metà del XVII secolo);
- il Museo Alfonsiano, presso la Casa Religiosa dei Redentoristi, in cui sono custoditi i vestiti, gli arredi, gli strumenti di penitenza, i manoscritti ed i libri, nonché il clavicembalo con cui compose la celebre melodia natalizia "Tu scendi dalle stelle".
- la Pinacoteca che espone, oltre a ritratti di sant'Alfonso, anche capolavori della scuola napoletana del Settecento e dipinti del XVI secolo.

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