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Lusiana

Descrizione

Intorno al toponimo sono state elaborate numerose tesi: per ragioni di sintesi menzioniamo quella che lo fa derivare dal cimbro e fa riferimento ai boschi della zona, quella secondo la quale deriverebbe da "lus-aan" (taglia fuori) e quella che sostiene proverrebbe dal latino "lucus Dianae" (bosco sacro a Diana).
Comune in provincia di Vicenza, situato alle pendici del monte Cornione, nei pressi del torrente Isora, il territorio cittadino, che si estende dai 250 metri ai 1400 di altitudine, si presenta molto eterogeneo, sia dal punto di vista morfologico che climatico. È una località turistica estiva ed invernale che gode di panorami straordinari ed offre ambienti molto diversi tra loro: boschi, pascoli alpini, le zone pedemontane e la pianura. L'economia cittadina, oltre che sull'attività agricola, si basa sull'estrazione della pietra e sul turismo.
La zona fu abitata sin dalle epoche più risalenti, forse da popolazioni paleovenete, come attestano i rinvenimenti del monte Crognon e del Covolo. Vi si stabilirono, successivamente, popolazioni di origine germanica: non è nota la ragione per cui scelsero proprio queste terre, probabilmente furono attirate dalla presenza di terreni incolti. Lusiana venne inglobato nella Reggenza dei Sette Comuni, costituita nel 1310 e sopravvissuta fino al 1807, dotata di un piccolo esercito, proprie leggi e governo distinti dai restanti comuni della provincia. La dominazione veneziana apportò benessere e sviluppo: la Serenissima rispettò l'autonomia conquistata dal paese che fu a lungo legato a Conco, dal quale più di una volta fu separato.

Da vedere:

La chiesa parrocchiale di San Giacomo, costruita tra le fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento, ha una facciata scandita da robuste colonne; dei tre portali d'ingresso il centrale è sormontato da un timpano e sovrastato da una grande finestra circolare. In cima al timpano centrale e agli angli estremi si trovano statue di santi. Lateralmente si trova il massiccio campanile poggiante su un tronco di piramide. La cella campanaria è resa leggera da splendide bifore, in cima al tutto un grazioso tempietto con finestre ogivali. L'interno è a tre navate divise da archi sorretti da coppie di colonne con capitelli. Conserva diverse opere d'arte tra cui la Natività di Jacopo Da Ponte.
La chiesa di San Donato a Covolo, costruita nel 1089, è un piccolo e semplice edificio con tetto a capanna, è affiancato da un campanile a base quadrata. Conserva al suo interno affreschi cinquecenteschi restaurati di recente.
La chiesa della frazione di Santa Caterina, ampliata nel 1750, conserva una pregevole pala di Jacopo Bassano risalente al XVI secolo.
Il Parco del Sojo nella frazione di Covolo è un tracciato da percorrere a piedi scandito da opere realizzate da diversi artisti.
Il villaggio preistorico del Monte Corgnon.
Il Giardino Botanico Alpino.
L'area didattica Labioli.
La Valle dei Mulini.

Mappa

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