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Novalesa

Descrizione

Comune in provincia di Torino situato in Val Cenischia, Novalesa è suddiviso in frazioni, circondato da montagne e completamente immerso nel verde. Suggestive le cascate che in inverno diventano luogo ideale per gli amanti delle arrampicate sul ghiaccio. Le bellezze naturali, gli scorci emozionanti ed il clima favorevole lo rendono meta adatta in ogni stagione dell'anno.
Il paese fu nominato per la prima volta nel 726 quando fu fondata dal governatore di Susa, il nobile franco Abbone, l'Abbazia dedicata ai Santi Andrea e Pietro. Situato in un punto strategico, lungo il percorso verso le Alpi, attraverso il Colle del Moncenisio, ha rappresentato un importante luogo di sosta, traendo vantaggio per incrementare l'economia e lo sviluppo, almeno finché una nuova strada ha escluso dal traffico Novalesa. Fu centro di preghiera e cultura, conobbe un periodo particolarmente propizio nel IX secolo anche grazie alla presenza di abati carismatici e venerati, come l'abate Eldrado che divenne santo. Nel corso del X secolo il centro fu assalito dai Saraceni. Divenuto qualche tempo dopo diocesi autonoma, comprendente anche altri paesi limitrofi, vide nel XVII secolo i Benedettini sostituiti dai Cistercensi fino alla fine del XVIII secolo, periodo in cui furono costretti ad allontanarsi dal governo piemontese.

Da vedere:

L'Abbazia della Novalesa, recentemente restaurata, fu edificata per dare assistenza ai pellegrini che seguivano la via che valicava le Alpi. Fu distrutta nel 906 da un attacco saraceno. La chiesa, costruita nel XVIII secolo su una preesistente struttura romanica, presenta pregevoli affreschi risalenti all'XI secolo, purtroppo incompleti. Rimangono del chiostro le ali risalenti al XVI secolo. Presso il monastero sono situate quattro cappelle: una dedicata a Maria risalente all'VIII secolo, una al S.S. Salvatore della metà dell'XI secolo, una dedicata a San Michele risalente all'VIII-IX secolo, la cappella dedicata a Sant'Eldrado e San Nicola abbellita da affreschi dell'XI secolo ritraenti la vita dei due santi.
La chiesa parrocchiale di Santo Stefano, risalente al XVI secolo, conserva al suo interno preziose tele della scuola del Caravaggio.
Il Museo di arte sacra conserva oggetti artistici provenienti da diverse epoche: da quella romana, passando per il periodo longobardo, fino al napoleonico. Si trova in una cappella adiacente alla chiesa di Santo Stefano.
Il Museo di vita montana che dal 1972 consente di immergersi nel passato alla scoperta degli usi e costumi antichi.

Mappa

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