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Recanati

Descrizione

Comune in provincia di Macerata, situato a poco più di dieci chilometri dalla costa, l'insediamento originario è collocato su un crinale da cui si domina una vasta e verde vallata, mentre le aree più recenti si sono sviluppate lungo i pendii seguendone il profilo ed assumendo un andamento irregolare. Da sempre è legato al suo cittadino più famoso, il poeta lirico per eccellenza della letteratura italiana, Giacomo Leopardi. Amato e detestato come il "natìo borgo selvaggio", inevitabilmente ogni angolo dell'abitato riporta alla mente gli struggenti versi del poeta che trasse ispirazione da numerosi e suggestivi angoli.
Il paese risulta citato per la prima volta in un documento del XII secolo: sorse dall'unificazione politica di alcuni castelli che sorgevano tra i fiumi Musone e Potenza, a poca distanza gli uni dagli altri. Dopo essere stato dominio dei Longobardi dipese dallo Stato Pontificio. Nei primi anni del Quattrocento divenne un centro economico e commerciale di rilievo, strinse rapporti non solo con le città italiane, ma anche con quelle straniere, in ciò favorito dalla presenza del porto e di una moneta propria. Nel corso del XVI secolo visse un periodo di declino causato principalmente dal rafforzarsi dei traffici di Ancona, passando da un'economia basata sui commerci e sull'artigianato ad una prevalentemente agricola.

Da vedere:
La Cattedrale, eretta sul finire del Trecento su un edificio preesistente, è stata ristrutturata in epoca successiva, in quell'occasione la facciata fu incorporata nell'adiacente Episcopio del XVI secolo. È composta da tre navate.
La chiesa di San Vito, la cui costruzione ebbe inizio nell'XI secolo, fu ampliata successivamente. Presenta una facciata in mattoni realizzata su disegno del Vanvitelli, custodisce al suo interno pregevoli tele.
La chiesa di Sant' Anna risalente al XV secolo fu rimaneggiata nel Settecento, conserva al suo interno una riproduzione in miniatura della Casa di Loreto.
La chiesa di San Domenico di origine romanica fu rifatta nel Quattrocento, presenta un portale marmoreo del XV secolo ed un affresco del Lotto.
La chiesa di San Francesco risalente al XIII secolo fu ristrutturata nei secoli seguenti. Conserva due opere di Palma il Giovane.
La chiesa di Sant'Agostino, edificata alla fine del XIII secolo, possiede un portale quattrocentesco di Giuliano da Maiano.
La chiesa di San Filippo con facciata del XVIII secolo ed interni in stile barocco.
Il museo diocesano nell'Episcopio risale al XIV secolo, vi sono custoditi dipinti di epoca compresa tra il XV ed il XVII secolo, tra cui una Sacra Famiglia attribuita al Mantegna, una Santa Lucia del Guercino ed un polittico dell'Urbani risalente alla seconda metà del Quattrocento.
Il colle dell'infinito, uno dei percorsi che il Leopardi amava seguire, è sovrastato dal monastero di Santo Stefano di epoca quattrocentesca.
La Torre ghibellina è tutto ciò che rimane del primo palazzo comunale risalente al XII secolo.Le mura dotate di due torrioni di difesa fatte costruire ai primi del Quattrocento dagli Sforza.
Il palazzo degli Studi costruito nel Quattrocento su progetto di Giuliano da Maiano.
I Musei Civici suddivisi in sezioni, tra cui una pinacoteca.
Palazzo Roberti con facciata e scalone barocchi.
La Torre del Borgo del XII secolo
La Villa Colloredo del XII secolo.
Palazzo Leopardi settecentesco.

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