Il suo nome deriva dal termine dialettico "pertusu" (apertura), che fa riferimento all'apertura delle Grotte dell'Angelo. Queste ultime, infatti, rappresentano il simbolo della città, meta di numerosi turisti durante tutto l'arco dell'anno. Numerosi reperti dimostrano che le grotte erano abitate già dalla preistoria; successivamente furono utilizzate da greci e romani come sede di culto e fu poi dedicato dai cristiani a San Michele Arcangelo. Sono attualmente il fenomeno carsico più importante della Campania.
Splendide e ricche di fascino, sono in grado di trasportarvi indietro nel tempo: vi sembrerà di visitare un luogo incantato, dove ogni cosa, rumore o sibilo vi farà restare a bocca aperta, perché la natura è in grado di regalare questo ed altro!
Nell'androne che fa da accesso alle grotte è collocato un altare dedicato a San Michele e un barcone permette di entrare nelle cavità in maniera molto suggestiva, attraversando un corso d'acqua che ha origini sotterranee e che prende il nome di Fiume Negro.