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Colosseo

Furono gli imperatori della famiglia Flavia a costruire il grande anfiteatro, destinato agli spettacoli gladiatori e alle cacce di animali selvatici, che nei secoli successivi sarebbe divenuto il simbolo stesso dell'eternità dell'Urbe.
L'edificio, chiamato Colosseo a partire dal medioevo forse per la vicinanza di una colossale statua di Nerone, sorse sull'area prima occupata dal laghetto artificiale della Domus Aurea. I lavori, iniziati con Vespasiano, vennero terminati nell'80 d.C. da Tito, che promosse una grandiosa inaugurazione con giochi durati, sembra, cento giorni, durante i quali furono uccise circa cinquemila fiere.
La costruzione venne poi completata al tempo di Domiziano (81-96). L'edificio, a pianta ellittica, presenta esternamente una triplice serie di ottanta arcate in travertino inquadrate da semicolonne tuscaniche nel primo ordine, ioniche nel secondo, corinzie nel terzo. Sulla sommità, possiamo ancora vedere le mensole e i fori dei pali che sostenevano il grande velario usato per riparare gli spettatori dal sole e dalla pioggia. I numerosi fori visibili su tutta la superficie esterna furono invece praticati nel Medioevo, allo scopo di recuperare le placche metalliche che tenevano unitii blocchi di pietra. Le arcate al pianoterra permettevano l'accesso alle scalinate e alle gradinate per il pubblico.
Al di sopra degli archi si possono ancora leggere, in lettere romane, i numeri che indicavano i diversi settori della cavea. Solo i quattro ingressi principali, posti in corrispondenza degli assi maggiori, non erano numerati perché riservati a categorie privilegiate: magistrati, vestali, collegi religiosi, ecc. L'ingresso del lato settentrionale conduceva alla tribuna riservata all'imperatore.
Al centro dell'anfiteatro sono visibili gli ambienti sotterranei in origine ricoperti da tavole di legno che costituivano la superficie dell'arena: qui si trovavano i macchinari, le gabbie delle belve, i magazzini, gli ambienti di servizio. Quattro corridoi, sotto gli ingressi principali, collegavano i sotterranei con l'esterno: uno di questi conduceva al Ludus Magnus, la principale caserma dei gladiatori.
Gli spettacoli erano gratuiti e i posti erano suddivisi secondo la classe di appartenenza: alcuni gradini del settore più basso, riservato ai senatori, riportano iscritti i nomi di 195 personaggi di ordine senatorio del periodo di Odoacre (476-483). I giochi gladiatori furono definitivamente proibiti da Valentiniano III dopo il 438 d.C. mentre gli spettacoli di caccia alle fiere continuarono fino al 523.
Nel medioevo il Colosseo fu trasformato in fortezza appartenuta prima alla famiglia Frangipane e poi agli Annibaldi. Divenuto una cava di materiali per costruzioni e come tale per secoli incessantemente spogliato, nel 1749 venne consacrato da Benedetto XIV alla Passione di Gesù e "riutilizzato" come monumentale Via Crucis.
Agli inizi del XIX secolo si ebbero i primi interventi di consolidamento statico della struttura, durante i quali vennero costruiti i grandi muraglioni in laterizi che tuttora sostengono quello che resta della cinta esterna.

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