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Cava Grande del Cassibile

L'altipiano ibleo è solcato da profonde fenditure dette cave. La più spettacolare, per profondità e per gli aspetti paesistici, è Cava Grande del Cassibile che Houel descrive nel suo Voyage pittoresque (Parigi 1785) come una delle meraviglie della Sicilia. Riserva naturale dal 1984, in essa sono la necropoli protostorica di Cassibile (1000-800 a.C.) e i "ddieri", nuclei di grotte disposte a più piani nella roccia calcarea e riferibili al periodo bizantino. Dal belvedere, a cui si perviene percorrendo la stradella che si diparte dalla provinciale Avola-Manghisi-Palazzolo, si osserva la grotta della Cunziria, villaggio rupestre adibito alla concia delle pelli e con vani disposti su tre piani. Il paesaggio è sovrastato dall'Etna e dal porto di Siracusa, mentre sullo sfondo scorre limpidissimo il fiume Cassibile, il greco Cacyparis, creando piacevolissimi e freschi laghetti. In essi sono i verdi riflessi delle felci, dei platani orientali e l'oleandro, mentre intorno la salvia, l'origano e il timo aromatizzano l'aria con i loro intensi e mediterranei profumi. la visita e la discesa ai laghetti fornisce intense emozioni.

Le orchidee selvatiche di Cava Grande
L'altipiano ibleo, intensamente vissuto sin dalla preistoria, è segnato dai tipici muri a secco che delimitano le "chiuse" e terrazzano i pendii dei colli dove si impiantarono le viti, gli ulivi, i mandorli ed i carrubi. Ma nei luoghi in cui il tufo calcareo, la pietra tenera e bianca che ha reso possibile i decori delle architetture barocche, neoclassiche e Liberty, è ricoperto solo della gariga, oltre al timo, all'erica, al rosmarino e alla palma nana, crescono e miracolosamnete fioriscono i primavera le orchidee selvatiche. Le varietà sono molteplici: di straordinaria bellezza sono le forme e i colori. In particolare si ricorda l'Ofride di Bianca, dominata da un giallo acceso dai caldi toni del bruno, che prende il nome dal suo scopritore botanico Giuseppe Bianca.

(fonte: Avola, la città esagonale)

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