L'azienda vitivinicola Velenosi nasce per volontà di due giovanissimi imprenditori, Angela ed Ercole Velenosi nel 1984.
Nel 2005 è entrato un nuovo socio il Dottor Paolo Garbini e si è costituita la Velenosi Srl.
Nonostante operiamo nel settore da solo un paio di decenni, la nostra forte passione ci ha permesso di imparare rapidamente, di migliorare le tecniche di produzione e creare una cantina di assolutissimo rispetto dove, attraverso l'utilizzo di attrezzature all'avanguardia si produce dell'eccellente vino.
Il nostro consulente enologo è il Dott. Attilio Pagli.
Velenosi è inoltre distributore italiano della Champagne Lombarde & Cie, una pregiata Maison francese. Per consultarne la linea di prodotti vi rimandiamo sul sito ufficiale.
II vino è per noi un'arte capace di far sognare. L'abbiamo scritto e lo crediamo profondamente: è anzi la base della nostra filosofia aziendale, che parte dalla tradizione, dagli antichi insegnamenti interpretati con fantasia e dinamismo, per risvegliarsi nel profumo di un calice.
Dal vino abbiamo imparato molto: ai suoi valori positivi ci piace ricondurre l'ispirazione per la gestione della nostra azienda: limpidezza, sincerità, e genuina passione per il nostro lavoro.
E poi i tempi: non lunghi, né brevi, ma naturali. Quelli necessari per ottenere un lavoro ben fatto, come vuole una sana tradizione artigianale che amiamo ricordare costantemente, anche accanto alla più avanzata tecnologia di cui abbiamo ritenuto di dotarci.
Quindi la qualità. La continua ricerca per ottenere il massimo risultato. L'aspirazione al perfetto equilibrio tra gusto e colore, tra bouquet e retrogusto.
L'attesa del magico momento in cui iniziare la vendemmia, per poi seguire poco a poco la nascita e l'evoluzione del vino.
Così, con trasparenza, naturalezza e cura la nostra azienda da vent'anni prosegue il suo cammino. Con passione immutata.
E con tale spirito che ci rivolgiamo a quanti condividono la nostra inclinazione, a coloro che nel vino ricercano un sapore antico ma sempre attuale: quello della purezza, per rispettare sino in fondo la nobilita dell'elemento.
Il cuore dell'azienda è situato nella storica città di Ascoli Piceno, che si trova nella Regione Marche ad una distanza di circa 20Km dal mare Adriatico ed a una altezza di 150/200 mtr dal livello del mare dove il terreno è prevalentemente argilloso e molto fertile.
I poderi dell'azienda si estendono tra le colline che fanno da contorno alla splendida valle del fiume Tronto, in una zona che grazie ai suoi terreni argillosi e fertili, è da sempre stata vocata alla coltivazione della vite
Oltre alle quattro aziende situate nelle zona di Ascoli Piceno, Castorano, Monsampolo e Castel di Lama, l'azienda possiede anche un vigneto nella zona di Ancarano in provincia di Teramo e nella zona di Marcelli ad Ancona.
I nuovi impianti riproducono i sistemi originari caratterizzati da particolare fittezza delle viti che vanno da 6.000 a 9.000 per ettaro.
I vigneti realizzati negli ultimi 5 anni sono muniti di sistemi di irrigazione.
L'azienda è composta di 105 ettari di vigneti di:
Montepulciano
Ha foglia media, pentagonale e quinquelobata; grappolo medio, di forma conica o cilindro-conica, con una o due ali, mediamente compatto; acino medio, di forma sub-ovale, con buccia ricoperta di abbondante pruina, spessa e consistente, di colore nero-violaceo. Predilige terreni a medio impasto, profondi e con buona esposizione, clima caldo e asciutto. Le forme di allevamento più comuni sono quelle a media espansione, con potatura medio-corta.
Sangiovese
E' uno dei vitigni italiani più antichi ("sangue di Giove"), per alcuni era già noto agli Etruschi. E' senz'altro l'uva a bacca rossa più diffusa in Italia, soprattutto in Toscana, Umbria, Emilia Romagna. Vi sono molte tipologie di Sangiovese, ma il numero di cloni è davvero enorme e c'è una netta differenza fra un Sangiovese romagnolo e uno toscano o umbro. All'estero viene coltivato in California (Napa Valley e Sonoma County), con buoni risultati; è molto conosciuto anche in Argentina, specialmente nella provincia di Mendoza, ma il vino che se ne produce è sostanzialmente diverso.
Trebbiano
Vitigno a bacca bianca, della numerosa famiglia dei Trebbiani, molto diffuso nell'Italia Centrale. E' di gran lunga il più coltivato (60.000 ha); la sua così vasta diffusione è dovuta alla grande produttività e alla buona resistenza alle malattie, ma dà risultati mediocri sul piano organolettico, a causa della spiccata acidità e della sua scarsa aromaticità. La famiglia dei Trebbiani è presente in quasi 80 d.o.c., in alcuni casi fa parte dell'uvaggio di alcuni vini rossi come il Chianti e il Barco Reale di Carmignano, regola che non è stata ancora modificata dai tempi del Barone Ricasoli che, più di un secolo fa, ne fu l'ideatore.
Pecorino
Il "Pecorino", varietà autoctona, viene coltivato nella zona più a sud delle Marche in provincia di Ascoli Piceno.
Da questo vitigno si ottiene un vino di colore giallo paglierino, leggermente asprigno, di non molto corpo che viene utilizzato nella denominazione Falerio dei Colli Ascolani.
In questa denominazione concorre anche un'altro vitigno locale che conferisce carattere al vino data la sua aromaticità: la Passerina.
Passerina
Vitigno appartenente alla grande famiglia dei trebbiani, è considerato autoctono dell'Italia centro - orientale. Ha trovato il suo areale di diffusione soprattutto nelle Marche e, sotto altre denominazioni, in Abruzzo ed in Romagna. Con la trasformazione della viticoltura promiscua in specializzata avvenuta negli anni '60 la sua diffusione ha subito una contrazione a favore del Trebbiano Toscano, vitigno più produttivo ma decisamente meno valido dal punto di vista qualitativo. Vitigno dotato di buona produttività e di un buon livello qualitativo delle uve, soprattutto per quello che riguarda la componente acidica.
Verdicchio
Il nome VERDICCHIO, come per il VERDELLO, il VERDISO, ecc. è riferito al colore della buccia che è verde e non al colore del vino.
Paglierino tenue con riflessi verdognoli. Tende al dorato con la maturazione, volge all'ambrato nel "Passito", Presenta fragranza fresca e persistente di frutta, non completamente matura, fiori degli altipiani di prato, di sottobosco. Nel "Passito" diventa etereo ed intenso. lasciando emergere nella maturità odori fruttati tendenti al floreale.
Chardonnay
Vitigno di origine della provenza francese della zona di Champagne e della Borgogna. Pare che il suo nome sia originario di un villaggio del Maconnais. Questo vitigno spesso veniva confuso con il Pinot Bianco. Si presenta come un vino delicatamente fruttato e leggero quando le rese per ettaro raggiungono il massimo consentito dalla disciplinare.
Questo vitigno da un vino ricco di colore e di stoffa, dotato di profumi importanti che si fanno complessi con l'invecchiamento. Esprime ottimi risultati con l'affinamento in barriques.
Sauvignon Blanc
E' senz'altro la varietà a bacca bianca più importante e popolare, insieme allo Chardonnay, dalla quale si ricavano alcuni fra i migliori vini bianchi del mondo. E' un'uva dall'aroma penetrante che ne consente l'immediato riconoscimento; fra i sentori tipici: uva spina, ortiche, muschio e pipì di gatto (qualità che si esprimono al meglio nel Sancerre e nelle zone centrali della Loira). In California, Australia e Nuova Zelanda, è stata sperimentata la fermentazione e la maturazione in rovere, dando luogo a vini dal gusto decisamente più complesso, ma con la perdita di quelle caratteristiche di freschezza e aromaticità che lo hanno giustamente reso famoso.
Cabernet Sauvignon
Vitigno di origine francese e particolarmente del bordolese. Il suo arrivo in Italia pare essere avvenuto verso i primi anni dell'ottocento in provincia di Alessandria. In Francia è il vitigno che gode del maggior prestigio mentre in Italia, è meno diffuso a causa della sua minor produttività rispetto al Cabernet Franc. Ha grappolo medio piccolo con un'ala spesso evidente, abbastanza compatto. L'acino ha buccia molto resistente, di colore blu-nero con sfumatore violacee, molto pruinosa. La vigoria è buona, la produttività media e costante. Di solito è vendemmiato intorno alla rima metà di ottobre.
Merlot
Questo vitigno a bacca nera, il cui nome deriva dalla particolare predilezione che ha il merlo per le sue bacche, è originario della Gironde, nel Sud-Ovest della Francia. Ha foglia media, pentagonale, trilobata e quinquelobata; grappolo medio, piramidale più o meni spargolo, con una o due ali e peduncolo legnoso di colore rosato; acino medio, rotondo di colore blu-nero con buccia di media consistenza ricoperta da abbondante pruina. Predilige terreni collinari, freschi, con buona umidità durante l'estate in quanto soffre la siccità. I sistemi di allevamento più adatti sono il Cordone speronato e il Guyot che assicurano un buon ombreggiamento dei grappoli al fine di evitare repentini abbassamenti dell'acidità fissa.
Pinot Noir
Si tratta di uno dei vitigni a bacca nera più pregiati e difficili al mondo. Il suo habitat naturale è la Bourgogne, dove dà ancora oggi vini insuperati per fascino ed eleganza. Mediamente tende a germogliare precocemente, il che lo espone al rischio di gelate primaverili e alla colatura; soffre anche gli attacchi della peronospora dell'oidio, del marciume (alcuni cloni hanno la buccia sottile), le virosi che producono arricciamento ed accartocciamento fogliare; è proprio la sua fragilità che ha portato, negli anni settanta, ad una diffusa selezione clonale.
Syraz
Lo Shiraz è un vitigno ad uva nera originario della Francia, nella zona del Rodano, ove è noto con il nome originale di Syrah e vinificato sia in purezza che assemblato con altri vitigni. Vi è anche una teoria che il vitigno o per lo meno il nome sia stato introdotto da un crociato francese di ritorno dalla Persia (attuale Iran) e riconducibile alla città di Shiraz, città di fiori, poeti e vino, cuore di un'antica regione vinicola. Di foglia medio-grande, grappolo cilindrico ed allungato, acino medio-piccolo di colore bluastro, adatto a climi caldi, o comunque miti, dà vita a vini anche molto diversi in dipendenza della zona di produzione.
Petit Verdeaux
Un vitigno originario della zona del Medoc, in Francia, dove viene usato in percentuali variabili per la produzione di alcuni Bordeaux. Tuttavia, risulta essere un vitigno molto esigente per la maturazione, tanto che spesso il suo migliore potenziale viene espresso lontano dai luoghi di origine. La vedemmia viene effettuata tra fine settembre e metà ottobre perché le caratteristiche del Petit Verdot sono quelle di maturare tardivamente, dando ottimi risultati in zone caratterizzate da clima caldo, molto soleggiato, costantemente ventilato e con scarsissime precipitazioni durante la fase vegetativa. Il vino ottenuto presenta un colore rubino, intensi profumi fruttati, floreali e speziati; molto caratteristico è il tannino intenso ma morbido e al vellutato.