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  • Mocavero Vini Puglia

    Immersa nella natura, fra verdi vigneti ed uliveti secolari, troviamo, ad Arnesano, la sede dell' Azienda Vinicola Mocavero. Qui,...
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Mocavero Vini Puglia
Produzione Vini NegroAmaro Arnesano Lecce Puglia Italia

Mocavero Vini Puglia

Lecce
Via Mallarca Zummari Arnesano

Contatti

+39 0832.327194
+39 0832.327194

Descrizione

Immersa nella natura, fra verdi vigneti ed uliveti secolari, troviamo, ad Arnesano, la sede dell' Azienda Vinicola Mocavero.
Qui, Francesco e Marco Mocavero insieme a loro padre Pietro, in perfetto equilibrio fra il rispetto della tradizione e l'utilizzo degli impianti tecnologici più avanzati, producono i loro vini, seguendo personalmente la selezione delle uve, la vinificazione, l'affinamento e l'imbottigliamento.
Gli sforzi generosi dell'azienda Mocavero, che dal 1950 produce e commercializza vino, sono stati premiati da diversi riconoscimenti, confermati sia dal mercato nazionale che estero.
L' attività dell'azienda vinicola Mocavero ha origine nel 1950 con il signor Tommaso che produce e commercializza il vino allo stato sfuso trovando sbocco nel mercato locale (Lecce e provincia).
Col tempo le esigenze crescono e ci si accorge che il mercato e il tipo di commercializzazione del vino sta cambiando, perciò i fratelli Francesco e Marco Mocavero insieme al padre Pietro, nel 1990 costituiscono l'Azienda Vinicola Mocavero.
La modernissima struttura è capace di dedicare al vino le infinite attenzioni necessarie, dando dignità e valore al piacere e alla cultura del bere.
Tutti i processi dalla produzione al controllo qualità, alla commercializzazione, al rapporto con la clientela, sono effettuati personalmente dai soci.
L'azienda che in un primo momento si è rivolta principalmente al mercato locale, avendo maturato una certa esperienza, ha conquistato anche il mercato internazionale, conseguendo nel tempo una buona penetrazione nel mercato europeo, americano e giapponese: segno evidente dell' ottima qualità raggiunta.
Oggi l'azienda è diretta dai fratelli Mocavero che proprio come le origine del proprio cognome, che in arabo significa "guerriero", mostrano tutta l'intraprendenzza e la passione ereditata nel settore vinicolo.
Franceso, un volto simpatico dai lineamenti e caretteri spagnoli ereditati dai suoi avi, possiede una tradizione di management familiare alle spalle di veccia data, quasi due secoli.
"Sono un operatore economico e soprattutto agricolo - racconta di se stesso - amo le buone maniere, la cultura, la gentilizza, l'eleganza e la professionalità".
Marco, é il fratello più giovane, anche il suo carattere coraggioso e di idee innovative, rispecchia le sue origini.
L'azienda Mocavero è convinta che per ottenere un ottimo vino bisogna seguirne direttamente in azienda tutto il ciclo di produzione.
In questa ottica la cantina assume un ruolo determinante e l'ultimo passo di un percorso che ha sempre caratterizzato lo spirito innovativo della famiglia è stata la realizzazione dei nuovi locali adibiti a barricaie, alla sistemazione dell'impianto di imbottigliamento ed etichettatura, ammodernamento uffici e sale degustazioni.
Dopo la raccolta con la scrupolosa selezione delle uve, provenienti esclusivamente dai vigneti del Salento l'uva viene trasportata in cantina di vinificazione dove inizia la lavorazione, effettuata in base alla qualità e tipologia del prodotto da ottenere.
In questi locali troveremo grandi investimenti tecnologici, presse pneumatiche per la pressatura soffice, pigiadiraspatrici, fermentini e vasche con rigoroso impianto di raffreddamento per il controllo della temperatura in fase di fermentazione, filtri per la pulizia dei mosti.
Proseguendo il nostro percorso all'interno delle cantine ci imbattiamo nei silos d'acciaio coibentati, utilizzati per i travasi, per contenere e maturare i vini prima dell'imbottigliamento, ed in ultimo troviamo la bottaia dove i vini più selezionati vengono affinati in barriques di provenienza esclusivamente francese.
Negro Amaro
Un posto di primo piano spetta sicuramente al NegroAmaro, conosciuto con diversi sinonimi quali Niuru Maru (Forma dialettale Leccese legata alla colorazione del frutto ed al sapore del vino), Nero leccese, Uva Lagrima (Squinzano, Montemesola, Terlizzi), Arbese, Albese (Campi Salentina, Guagano), Uva Cane.
E' la qualità di uva più diffusa nella provincia di Lecce e Brindisi e partecipa, in forma prevalente, alla produzione della maggior parte di vini rossi e rosati di queste due provincie; in assoluto è il miglior vitigno per la produzione del tipico Rosso del Salento.
Il grappolo è di media dimensione, a forma conica; l'acino di media grandezza con buccia spessa, consistente, di colore nero-rossastro; la polpa succosa a sapore neutro. In qualsiasi modo vinificato il NegroAmaro da origine sempre ad un succo di colore roseo. Matura tra fine settembre e la prima decade di ottobre.
Il vino da esso ottenuto ha tonalità dal rosso rubino al granata, con una piacevole vena amarognola.
Zona prevalente di Produzione: Salento;
Caratteri distintivi: Foglia adulta, medio-grande, pentagonale, tri-pentalobata, di colore verde cupo, con leggera pigmentazione antocianica alla base delle nervature, ondulazione del lembo generalizzata e pagina inferiore lanugginosa tra le nervature.
Germoglio: vigoroso.
Grappolo: medio-grosso (300-360 g.), di media lunghezza (cm 19), semicompatto, conico-cilindrico, con corte ali.
Acino: medio, sferoide, pruinoso;
Germogliamento: fine marzo inizio di aprile;
Fioritura: Fine maggio;
Invaiatura: Fine luglio;
Maturazione: medio-tardiva (tra l'ultima decade di settembre e la metà di ottobre).
Il NegroAmaro è noto per avere un alto contenuto in resvatrolo (di cui è ormai accertata l'attività preventiva nei confronti delle malattie cardiocircolatorie) e per dare origine a un vino di colore rosso carico, nel quale all'olfatto spiccano i profumi di frutti rossi sui quali prevale una nota di marasca. In bocca è discretamente armonico, non completamente equilibrato nel suo insieme; nel suo complesso tipico, vinoso, di buona struttura polifenolica;
Sistemi di allevamento: alberello alto potato con speroni a 2-3 gemme nei vecchi vigneti, cordone speronato nei nuovi impianti.
Malvasia Nera
Vitigno di origini antichissime, originario della Grecia e delle Isole Egee, diffuso oggi nella maggior parte dei Paesi mediterranei, nell'isola di Madera, nell'Africa del Sud ed in California.
Il suo vino, generalmente chiamato in inglese Malmsey, e' dolce con una stupenda tinta dorata. Quello di Madera e' forse il piu' famoso.
In Italia la sua coltivazione e' diffusa dal Piemonte alle Puglie, dall'Alto Adige alla Sicilia, alla Sardegna, ed e' impiegato per la produzione di ben 11 Malvasie D.O.C., e nell'uvaggio di almeno altri 50 vini D.O.C.. Vinificato opportunamente, può anche dare un vino bianco secco di grande carattere, ed affiancato in uvaggio ad altri vitigni, contribuisce ad arrotondare le caratteristiche del vino, stemperandone le spigolosita'.
Germoglio ad apice espanso, cotonoso, bianco-giallastro con sfumature rosate,
foglioline apicali piegate, cotonose, biancastre.
Foglia grande, pentagonale, quinquelobata, lembo spesso, di colre verde cupo, liscio, pochissimo il tomento.
Grappolo medio-grosso, semicompatto, tronco conico con ali evidenti;
acino medio-grosso con stacco abbastanza facile, sferoide di colore blu scuro, buccia pruinosa, sottile, polpa carnosa, di sapore semplice.
Primitivo
Non si poteva dimenticare il vitigno Primitivnoto anche come Primaticcio(Trani, Altamura), Primativo (Turi, Gioia del Colle) e Uva di Corato.
Il nome deriva dalla precocità di maturazione dell'uva. Introdotto in Provincia di Taranto verso il 1890/92 dalla zona collinare del territorio di Gioia del Colle, dove 400 m sul livello del mare trova le migliori condizioni di adattamento.
Nell'ambito del vitigno sono presenti diverse sottovarietà, tra cui il Primitivo selezionato e il Locale, meno vigoroso, a grappoli più piccoli, e maggiore adattamento a terreni poveri e siccitosi.
Ultimamente studi sul DNA hanno individuato relazioni di parentela tra lo Zinfandel originario dell'Ungheria, il Primitivo e il vitigno Plavac mali (il piccolo blu per gli acini piccoli molto scuri) diffuso nel sud della Croazia. Caratteristica del Primitivo è l'elevata fertilità delle femminelle, che danno luogo ad un secondo raccolto, nella seconda quindicina di Settembre, con un prodotto che ha un aroma attenuato o neutro rispetto alla produzione principale.
Zona prevalente di coltivazione: Provincie di Taranto e Bari;
Vitigno raccomandato nelle seguenti provincie: Bari, Brindisi, Lecce, Foggia, Taranto e Caserta;
Autorizzato: Benevento, Salerno, Matera;
Caratteri distintivi: Foglia Adulta, pentagonale, di grandezza media, pentalobata, di colore verde cupo, opaca, glabra. Pagina inferiore verde chiaro, lanugginosa, con nervature sporgenti.
Germoglio: a pastorale.
Grappolo: di forma conico-cilindrica, con una o due ali, mediamente compatto, lungo 14/17 cm.
Acino: sferoide, di media grandezza, (13/17 mm) con buccia pruinosa, colorazione blu, polpa dolce e succosa con sapore aromatico caratteristico;
Germogliamento: Seconda-terza decade di marzo prima decade di aprile;
Fioritura: 10-25 maggio;
Invaiatura: prima decade di luglio-seconda decade di luglio;
Maturazione: fine Agosto-inizio di Settembre (produzione principale), 20/30 Settembre la produzione delle femminelle; ;
Vini in cui è presente: entra nella D.O.C. gioia del Colle, Primitivo di Manduria, Aleatico di Puglia ecc.; ;
Sistema di allevamento: prevalentemente coltivato a controspalliera, anche se si adatta a forme di allevamento aspanse quali il tendone con potature ricche. Presenta sensibilità alla botrite, alle brinate primaverili, alla siccità e alle temperature estive con avvizzimenti e scottature egli acini e agli attacchi della tignoletta.
Chardonnay
Si tratta di uno dei più grandi vitigni a bacca bianca del mondo. Nato in Borgogna, è ormai diffuso su quasi tutto il globo ed è così popolare che non ha praticamente sinonimi (tranne Morillon in Stiria).
Ha un'incredibile varietà di componenti aromatiche, che emergono in modi diversi a seconda dei terreni e dei climi dove viene coltivato. Anche con rese relativamente alte, riesce a produrre vini di buona qualità. Se si superano, però gli 80 ql./ha, c'è una notevole caduta qualitativa, mentre se si riducono fortemente le rese, si ottengono vini di grandissima caratura. Il suo unico punto debole è nel precoce germogliare, con rischio in zone fredde come Chablis e Champagne, di gelate primaverili.
La buccia sottile degli acini può favorire il marciume. E' fondamentale il momento della vendemmia che, se avanzata, dà vini con acidità troppo bassa. E' ingrediente essenziale dei migliori spumanti del mondo; ha grandi capacità di invecchiamento.
Le talee di Chardonnay sono ricercate in tutto il mondo, con conseguente contrabbando delle stesse ad opera di produttori ambiziosi.
Attualmente si producono grandi vini con questo vitigno nei luoghi più disparati del pianeta: Nuova Zelanda, Israele, Australia, California, Cile, Argentina ecc.
L'Italia vanta una lunga tradizione, specie nella fascia subalpina, nella coltivazione di questo vitigno che, per molti anni, probabilmente a causa di errori di vivaisti, è stato spesso scambiato con il Pinot Bianco. Oggi, viene prodotto in quasi tutta la nazione con risultati variabili. Si possono trovare ottimi Chardonnay in Piemonte, Friuli, Veneto, Trentino, Valle d'Aosta, Toscana e Sicilia.
Unico limite, se così si può dire, quasi tutti i grandi Chardonnay italiani vengono prodotti con passaggio nei legni (barrique), provocando inevitabilmente una certa omogeneità nel risultato finale.
Ha foglia di media grandezza, intera, ondulata e liscia; grappolo medio-piccolo, compatto a forma cilindrico-conica, con a volte due ali poco pronunciate;
acino piccolo, sferoide, con buccia sottile e pruinosa, di colore verde-giallo.
Matura nella seconda quindicina di agosto.
Montepulciano
L'origine di questo vitigno a bacca nera è sempre stata incerta, spesso lo si è confuso con il Sangiovese, probabilmente a causa dell'esistenza del comune toscano di Montepulciano. Anche gli studiosi come il Molon (1906) lo classificavano tra i Sangioveti. Oggi è certo che i due vitigni non hanno nulla in comune. Viene coltivato prevalentemente in Abruzzo e nelle altre regioni del centro-sud. Ha molti sinonimi, fra cui Montepulciano d'Abruzzo, Uva abruzzese, Morellone, Primaticcio, Cordisco ecc. Oggi, grazie al lavoro accurato di alcuni produttori ed enologi, il Montepuciano è uscito alla ribalta come uno dei vitigni rossi di più elevata qualità.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali:
Ha foglia media, pentagonale e quinquelobata; grappolo medio, di forma conica o cilindro-conica, con una o due ali, mediamente compatto; acino medio, di forma sub-ovale, con buccia ricoperta di abbondante pruina, spessa e consistente, di colore nero-violaceo. Predilige terreni a medio impasto, profondi e con buona esposizione, clima caldo e asciutto. Le forme di allevamento più comuni sono quelle a media espansione, con potatura medio-corta.
Malattie e avversità:Sopporta bene le gelate primaverili, è abbastanza sensibile all'oidio, meno alla peronospora e alla botrite; è soggetto all'acinellatura verde.
Caberbet sauvignon.
Conosciuto anche come Bordò, Breton, Caberè, Cabernet piccolo e Veron, proviene dal bordolese, regione del Sud- Ovesy della Francia.
In Italia è giunto attraverso il piemente agli inizi dell'ottocento.Germoglio: espanso, cotonoso, bianco-giallastro, con intense sfumature rosato-vinose dell'estremità.
Foglia: media, pentagonale-orbicolare, con profilo piano,, quinquelobata o eptalobata, con il seno èeziolare a lobi sovrapposti e frequentemente delimitato al bordo da da nervature su uno dei due lati. Seni laterali superiori ed inferiori ad U, chiusi ed aventi i bordi del lembo fogliare sovrapposti, in modo da originare aperture quasi circolari. Media densità dei peli striscianti tra le nervature inferiori.
Grappolo: di peso basso, conico o piramidale, solitamente con un'ala evidente, tendente al compatto.
Acino: di peso basso, sferoidale, con buccia spessa, consistente e pruinosa, di colore blu-nero, sapore di viola e di sorba, astringente.
Germogliamento: medio.
Fioritura: precoce- media.
Invaiatura: media.
Maturazione: media precoce.
Aglianico:
Vitigno di antichissima coltivazione nell'Italia meridionale e particolarmente in Campania, puglia e Basilicata, sarebbe stato introdotto, nelle province campane al tempo della fondazione delle loro colonie lungo la costa tirrenica.
La sua diffusione fu conseguentealla sua vasta rinomanza, per cui divenne il vitigno più largamente diffuso nell'Italia merdionale.
Germoglio: aperto, cotonoso, verde o giallo bronzato.
Foglia: da media a medio-piccola, pentagonale, trilobata o pentalobata. Seno peziolare a V a lembi leggermente sovrapposti, con a volte presenza di un dente sul bordo; seni laterali superiori a lira chiusa o con bordi sovrapposti; seni laterali ad U o a V aperti se esistenti. Lembo ondulato o piano.
Grappolo: di peso basso, corto-medio, di forma cilindrica o conica, semplice o alato, mediamente compatto.
Acino: di peso basso, sferico, colore blu-nero uniforme. Buccia di spessore medio, poco consistente, abbondantemente pruinosa.
Germogliamento: medio
Fioritura: media
Invaiatura: tardiva
Maturazione: tardiva.

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