la storia 1871
La Casa Vinicola Gioacchino Garofoli ha una storia centenaria e può essere annoverata fra le più antiche in Italia.
Oltre un secolo fa, nel lontano 1871, Antonio Garofoli (1840-1913) è già dedito alla produzione e vendita di vini della zona.
Antonio è rappresentante di quella nuova classe sociale, costituita dagli imprenditori, che si sviluppa nella nostra regione dopo l'unificazione d'Italia, realizzatasi successivamente alla battaglia di Castelfidardo (1860), quando i territori della regione Marche vengono tolti allo Stato Pontificio e annessi al Regno d'Italia.
In assenza di attività industriali, l'agricoltura è l'unico settore dove possono svilupparsi capacità imprenditoriali.
1900
E' però l'intraprendente figlio di Antonio, Gioacchino (1877-1953), che dà sviluppo all'attività paterna, ampliandola anche ad altri settori legati sempre al mondo dell'agricoltura.
Nel 1901 dà una veste giuridica alla propria attività costituendo la ditta "Gioacchino Garofoli" con sede legale a Loreto.
1920
Le capacità di Gioacchino, aiutato dalla moglie Ida e dai numerosi figli (nove), portano l'azienda ad una continua crescita.
Abbandonata l'attività agricola, Gioacchino si dedica maggiormente alla produzione dei vini, all'importazione di generi alimentari e costituisce una importante attività di lavorazioni per conto terzi, sempre in ambito agricolo.
1940
Alla fine degli anni '40 Gioacchino delega le proprie attività ai cinque figli maschi. Due di essi, Franco e Dante, proseguono in quella più consistente, costituita dalla produzione e commercializzazione dei vini.
Forti della esperienza maturata nell'azienda paterna dove sono cresciuti, Franco e Dante comprendono subito che è necessaria una specializzazione nella propria attività e che è giunto il tempo di migliorare i livelli di organizzazione e di dimensionamento aziendale.
1950
Dopo i primi anni passati al consolidamento dell'attività paterna, Franco decide di occuparsi della parte tecnica mentre Dante, laureatosi nel frattempo in scienze economiche, si rivolge all'esterno per comprendere quali nuove opportunità i mercati possano offrire.
I metodi di commercializzazione del vino cambiano: accanto al vino venduto sfuso in fusti si inizia a proporre vino imbottigliato e comincia a diffondersi l'immagine di quel particolare vino bianco chiamato "Verdicchio".
La Garofoli rimane sempre non solo aggiornata ma anche protagonista di questi cambiamenti; è proprio degli anni '50 l'intuizione di Franco e Dante di offrire al consumatore (che va nel frattempo migliorando le proprie capacità di spesa) un buon vino da tavola non più venduto sfuso e solamente nelle osterie, ma già imbottigliato dal produttore e venduto anche nei negozi di generi alimentari sprovvisti di licenza per la mescita. Un vino non più anonimo ma che ben identifica la marca del produttore.
L'azienda, che continua a chiamarsi "Gioacchino Garofoli", ottiene un grande successo e si espande in dimensione e in penetrazione dei mercati.
Le cantine di Castelfidardo vengono ampliate e gli impianti aggiornati con l'utilizzazione di una delle prime linee di imbottigliamento automatiche in Italia. Alla fine degli anni '50 viene realizzata la cantina di Serra de' Conti per effettuare in zona di produzione la vinificazione delle uve di Verdicchio, vino già molto in auge
1960
Gli anni '60, gli anni del boom economico in Italia, vedono la crescita del mercato dei vini di qualità più elevate e degli spumanti.
L'impegno va in questo settore e l'azienda viene dotata di strutture tecniche e risorse umane più adeguate a soddisfare le nuove richieste del mercato.
1970
Nei primi anni '70 vengono acquisite le aziende agricole in Massignano di Ancona (1970), zona di produzione del vino Rosso Cònero e in Montecarotto (1974), zona di produzione del Verdicchio.
Successivamente (1978) l'azienda agricola in Paterno di Ancona, ancora zona del Rosso Cònero. Il tutto sempre nel continuo impegno a perseguire i miglioramenti qualitativi che il mercato va richiedendo.
Nello stesso periodo viene ulteriormente ampliata la cantina di Castelfidardo con la realizzazione di una nuova linea di imbottigliamento e la costruzione di un locale sotterraneo adibito alla maturazione in legno dei vini.
La gamma di produzione che si affaccia agli anni '70 comprende: i vini a denominazione di origine controllata Verdicchio dei Castelli di Jesi (Doc riconosciuta con DPR 11.08.1968), Rosso Cònero (Doc riconosciuta con DPR 21.07.1967) e Rosso Piceno (Doc riconosciuta con DPR 11.08.1968); a questi si affianca una gamma di vini tipici (Rosato, Trebbiano e Sangiovese), e da tavola; infine gli spumanti (antica tradizione della Garofoli) ottenuti con metodo Charmat.
Unici eredi maschi di Franco e Dante sono i due figli del primo. Secondo la tradizione vengono destinati al proseguimento dell'attività di famiglia e questa scelta si evidenzia sin dalla preparazione scolastica dei fratelli Carlo e Gianfranco che, rispettivamente, si dedicano agli studi di agronomia ed enologia e a quelli di economia aziendale fino a livello universitario.
Entrambi entrano in azienda nel 1973 e si trovano a vivere, assieme al padre e allo zio, la seconda grande trasformazione della "Gioacchino Garofoli" che, rispettosa della filosofia di rimanere sempre in sintonia con l'evolversi della tecnica enologica e delle opportunità offerte dal mercato, rivede la propria politica produttiva e commerciale adeguandosi ai nuovi stili di consumo.
Lo spirito innovativo dei due giovani fratelli Garofoli produce i suoi effetti. Dal punto di vista tecnico si aggiornano tutte le strutture produttive e vengono creati vini di sempre maggior pregio e valore; già negli anni '70 viene introdotta la pigiatura soffice delle uve bianche e la fermentazione dei mosti a temperatura controllata.
Dal punto di vista commerciale viene aggiornata la rete di vendita in Italia ed ampliata la presenza sui mercati esteri.
Rispettosa di questa filosofia la Garofoli realizza importanti aggiornamenti e innovazioni alla gamma dei vini prodotti.
Entro la fine degli anni '70 viene proposta la nuova linea degli spumanti con un brut metodo Charmat, ottenuto da selezionate basi di uve Verdicchio e con uno spumante metodo Champenois, primo nella regione Marche.
Altra felice intuizione di quell'epoca è la creazione di due vini frizzanti, un bianco e un rosato, che anticipano di qualche anno il grande successo di questa tipologia di vini in Italia. Si tratta del Guelfoverde e del Guelforosa che tanti consensi hanno riscosso per decenni.
1980
Ancora un primato regionale spetta alla Garofoli per la produzione di vino novello che la vede impegnata nella macerazione carbonica sin dai primi anni '80.
Ma il progetto di Gianfranco è la creazione di una gamma di vini che sempre più qualifichino l'azienda in modo da poterla meglio inserire in un mercato che sta diventando ogni giorno più competitivo a livello di immagine.
Tutto questo trova terreno fertile nelle capacità enologiche di Carlo che crea una serie di vini di grande valore tali da fare considerare la Garofoli azienda leader e apripista dell'intera produzione della regione.
Mentre tutta l'area del Verdicchio continua a proporre, ad un mercato sempre meno interessato, il solito vino fresco e di facile beva e l'usuale immagine legata alla bottiglia anfora, la Garofoli comincia a ridurre le rese in vigna, a raccogliere le uve a maturazione piena ed ottiene un Verdicchio di maggior corpo e struttura, in linea con le nuove tendenze di gusto. Ancora di più: abbandona per questo nuovo Verdicchio la bottiglia anfora per utilizzare una classica bottiglia bordolese. Nasce un Verdicchio realmente controcorrente: il Macrina, "l'altro Verdicchio".
La scommessa con il Verdicchio non finisce qui. Dopo averlo adottato come base per la produzione di spumanti, anche con metodo classico, e dopo il successo ottenuto con il Macrina, si sperimenta, quando ancora di barrique non si parlava o quasi, le capacità di tenuta alla maturazione di questo vino.
Nasce nel 1984 il Serra Fiorese, il primo Verdicchio maturato almeno due anni (in legno e bottiglia) prima della distribuzione. Anche questo è un successo e un altro colpo al luogo comune che voleva il Verdicchio un vino facile, poco impegnativo e non longevo.
Per rimanere nell'ambito di questo vino è da segnalare, con la vendemmia 1986, la creazione del primo Verdicchio passito (al quale fu abbinato un passito dolce ottenuto da uve moscato). La vendemmia 1992 invece vede la nascita del Verdicchio Podium, vino che viene commercializzato dopo un anno di maturazione in acciaio e bottiglia e si propone al consumatore che ama vini bianchi maturi ma senza l'apporto del legno.
La stessa evoluzione va registrata sul fronte del vino Rosso Cònero con la creazione, prima, del cru Piancarda e poi, nel 1984, della riserva Grosso Agontano, primo Rosso Cònero maturato in barrique.
Dopo aver realizzato una buona rete distributiva in Italia, la Garofoli intravede ulteriori opportunità di sviluppo nei mercati esteri e per ottimizzare l'impegno verso questi mercati, assieme ad altre cinque aziende, nel 1987 fonda il consorzio export Grandi Vini C. E. per mezzo del quale intensifica la partecipazione alle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali ed espande ulteriormente la sua presenza nei più svariati paesi del mondo.
Dal punto di vista commerciale viene aggiornata la rete di vendita in Italia ed ampliata la presenza sui mercati esteri.
1990
Nel 1994 la Gioacchino Garofoli è costituita sotto forma di Società per Azioni ed è interamente posseduta dalla famiglia Garofoli.
Presidente della società è Dante Garofoli, mentre amministratori delegati sono Carlo e Gianfranco Garofoli, il primo, fra i più considerati enologi della regione, è responsabile del comparto tecnico e produttivo, mentre Gianfranco è responsabile dei settori amministrativo e commerciale.
Il 2001 vede tutta la "grande famiglia Garofoli" festeggiare un evento eccezionale: i cento anni di vita dell'azienda o per meglio dire le sue "cento vendemmie".
Quello che doveva essere un anno di soli festeggiamenti purtroppo viene funestato dal tristissimo evento della perdita di Dante Garofoli, presidente e figura carismatica dell'azienda stessa.
Attualmente i fratelli Gianfranco e Carlo sono alla guida dell'azienda, rispettivamente in qualità di presidente e vicepresidente della società.
L'azienda oggi
La Casa Vinicola Gioacchino Garofoli è costituita sotto forma di Società per Azioni ed è interamente posseduta dai componenti della famiglia Garofoli.
Attualmente i fratelli Gianfranco e Carlo sono alla guida dell'azienda, rispettivamente in qualità di presidente e vicepresidente.
La sede legale è in Loreto, in via Arno 9, mentre la sede amministrativa è ubicata presso la cantina principale in Castelfidardo, in via Marx 123. Sede secondaria è costituita dalla cantina di vinificazione delle uve Verdicchio in Serra de' Conti, Via Colle Ravara 21.
La produzione annua si attesta su circa due milioni di bottiglie che vengono distribuite per il 35 - 40% sul mercato interno e per il rimanente sui mercati esteri di tutto il mondo, con una maggiore concentrazione in quelli del nord Europa. Oltre il 60% della produzione riguarda i vini Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi (circa 900.000 bottiglie), Rosso Cònero (circa 200.000 bottiglie) e Rosso Piceno (circa 220.000 bottiglie). Il rimanente della produzione è costituito dai vini Igt Marche (circa 150.000 bottiglie), da vini spumanti (circa 90.000 bottiglie) ottenuti sia con metodo Charmat che Classico, da due vini frizzanti (un bianco e uno rosato per circa 150.000 bottiglie), da vini da tavola (circa 400.000 bottiglie) e da piccole produzioni di vini passiti e altri vini particolari.
Le Cantine
La produzione della Garofoli viene eseguita in due cantine.
Le operazioni di vinificazione delle uve Verdicchio, condotte con le più moderne tecniche enologiche, sono effettuate nella cantina di Serra de' Conti, in zona classica di produzione del vino Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Le uve base del vino Rosso Cònero sono invece vinificate, sempre all'interno della zona di produzione, nella cantina di Castelfidardo dove vengono lavorate anche le uve base del vino Rosso Piceno e le altre uve bianche e rosse non Doc.
In quest'ultima cantina avvengono inoltre le operazioni di affinamento dei vini, invecchiamento, spumantizzazione ed imbottigliamento. Nella cantina di Castelfidardo è anche ubicata la sede amministrativa e commerciale dell'azienda.
l'organizzazione produttiva
Gli Uomini
Le uve utilizzate provengono in parte dai quattro vigneti di proprietà e in parte vengono acquistate da agricoltori che da anni conferiscono la loro intera produzione. Questo consente di avere uno stretto contatto con la vigna curando direttamente le varie operazioni durante il ciclo agrario.
Grande attenzione viene posta nelle fasi di raccolta e vinificazione in quanto si ritiene cruciale nella vita di un vino il momento della nascita. Vengono selezionate nelle vigne le posizioni più adatte e il momento migliore di raccolta per avere poi le migliori basi a seconda del tipo vino che si vorrà ottenere.
Come la raccolta anche la vinificazione, effettuata nelle due cantine di Serra de' Conti e di Castelfidardo, viene svolta in maniera differenziata.
Nelle cantine della Garofoli convivono tradizione e tecniche moderne.
Mentre per i vini rossi si adottano metodi più tradizionali (a parte la tecnica della macerazione carbonica adottata per il vino novello), per i bianchi ci si avvale già da molti anni di presse soffici, decantazione dei mosti a bassa temperatura e fermentazione a temperatura controllata con utilizzo di lieviti selezionati.
Tutte le operazioni successive la vinificazione avvengono nella cantina di Castelfidardo. Per la conservazione dei vini bianchi ci si avvale di vasche sotterranee o di acciaio inox refrigerate affinché gli aromi ottenuti in vinificazione si mantengano e si esaltino col passare del tempo.
L'affinamento dei vini rossi viene fatto in botti di rovere slavo da 30-40 hl. o in fusti di rovere francese da 225 lt. la cui dotazione ora supera le 500 unità.
La produzione dei vini spumanti con metodo italiano e dei vini frizzanti avviene in serbatoi di acciaio inox termocondizionati onde poter mantenere lunghi i tempi di rifermentazione ed ottenere prodotti di elevata finezza.
Tutti i vini bianchi e rosati sono imbottigliati sterilmente
a freddo onde garantire qualità e conservabilità.
Parte della nostra produzione si avvale successivamente di un ulteriore affinamento in bottiglia che avviene in locale sotterraneo, a temperatura bassa e costante, in modo da rendere più eleganti bouquet e sapori. Nello stesso locale avviene la fermentazione in bottiglia e l'affinamento dello spumante ottenuto con metodo classico.
Lo stoccaggio dei vini pronti per la spedizione avviene in un ampio e razionale locale a piano rialzato onde facilitare le operazioni di carico.
Casa Vinicola Gioacchino Garofoli S.p.A. Via Arno, 9 - 60025 Loreto (An)
La Viticoltura
Nelle Marche preponderante è il territorio collinare che si adagia dai monti dell'Appennino verso il mare, ai lati delle tredici valli che attraversano trasversalmente la regione. La collina, di medio impasto o sciolta, riparata dai venti del mare, favorita dalla luminosità e dal calore del sole, è particolarmente vocata per la vite. Per questo le varietà di vite coltivate hanno dato lustro, fin da epoca lontana, alla produzione regionale.
Le origini esatte della viticoltura in questa regione non sono storicamente certe, ma nel Piceno sono stati rinvenuti fossili di vitis vinifera che risalgono all'Età del ferro, e la fama dei vini piceni presso i Romani è stata spesso documentata.
In questi ultimi decenni la fisionomia dei vigneti marchigiani è cambiata moltissimo; è sparita dal paesaggio la vite sorretta all'albero o la pergola intorno alla casa o nell'orto per lasciare spazio ai nuovi e più razionali sistemi di allevamento, quasi interamente verticali, a doppio arco.
Oggi le Marche producono mediamente tra i due e i tre milioni di ettolitri di vino ogni anno, con i bianchi che coprono il 60-70% della produzione. La produzione che rientra nella DOC è consistente, con medie che superano quelle nazionali. Ben percepibile è la linea di costante evoluzione qualitativa del vino marchigiano in atto ormai da anni, accompagnata, nella maggior parte dei casi, da una accorta ed onesta politica dei prezzi.
Il livello delle proposte è indice di una maturità ormai raggiunta in questi anni dal mondo del vino marchigiano ed è messaggio di un'area vinicola che ha superato la fase adolescenziale e si confronta, consapevole dei buoni livelli raggiunti, con prospettive di più ampio respiro. Il primato conseguito negli ultimi anni dalle Marche in fatto di longevità é un evidente indice di vivibilità di questa regione ed è un dato che, associato al primato nel consumo pro capite di vino, potrebbe costituire una saggia risposta alle campagne terroristiche ed indiscriminate nei confronti, appunto, del vino.
Il Territorio
Le Marche sono situate al centro della penisola italiana, nel versante orientale.
Si estendono su una superficie di 9.694 km2 compresa tra gli Appennini, che delimitano la regione a occidente, e il mare Adriatico a oriente. Il territorio è suddiviso in quattro province: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro-Urbino.
Esse presentano numerosi elementi fisici omogenei. Sono tutte bagnate dal mare, si prolungano fino alla catena montuosa degli Appennini e mostrano un andamento piuttosto uniforme nell'entroterra disegnato da valli solcate da numerosi fiumi che defluiscono parallelamente verso la costa. Eppure, nella sua uniformità, il territorio delle Marche possiede elementi atipici e particolari caratterizzati da microambienti che mutano repentinamente.
Nel complesso lo spazio geografico si presenta suddiviso in tre fasce longitudinali ben distinte che definiscono la zona montana, quella collinare e quella costiera. Le prime due occupano quasi il 90 per cento dell'estensione complessiva, mentre il restante 10 per cento tocca alla fascia costiera. La pianura è quasi inesistente e limitata alle località marittime; le colline, infatti, arrivano quasi ad affacciarsi sul mare per gran parte dei 160 km di costa.
L'entroterra - La fascia appenninica è caratterizzata da due dorsali quasi parallele situate a nord e a sud della regione. La prima è localizzata nell'estremo entroterra pesarese ed è dominata dai monti Catria (1.702 m) e Nerone (1.526 m). La seconda assume caratteri tipicamente alpini ed è situata a cavallo tra le province di Ascoli Piceno e Macerata. Qui sorgono le cime più elevate dell'intera regione: il monte Vettore (2.478 m), il monte Porche, la Cima del Redentore, il Pizzo del Diavolo, il monte Sibilla, il Pizzo Berro e il monte Priora, che superano i 2.000 metri.
Dal mare fino agli Appennini si sviluppa poi un'ampia area collinare che presenta un andamento piuttosto uniforme.
La costa - I 160 km di costa, disseminati di numerose stazioni balneari frequentate mete turistiche, presentano un andamento piuttosto eterogeneo con alternanza di sassi e sabbia fine. Immediatamente a sud di Ancona si trova il promontorio del Cònero che interrompe la linearità del litorale. In questo caso il paesaggio subisce una trasformazione radicale, assumendo connotati aspri e fortemente suggestivi con insenature e piccole baie per una ventina di chilometri.
Fiumi e laghi - Fiumi e torrenti di varia lunghezza solcano le valli marchigiane seguendo un percorso parallelo pressoché analogo, da ovest a est, dalle sorgenti appenniniche al mare Adriatico.
Le valli modellate dall'azione erosiva dei fiumi rivestono da sempre grande importanza per le popolazioni marchigiane. Qui infatti si sono sviluppati gli insediamenti umani e produttivi più importanti. Nel territorio compreso tra i due fiumi che disegnano i confini, naturali e amministrativi delle Marche, il Foglia (lungo 135 km) e il Tronto (115 km), sono ubicati gli altri corsi d'acqua minori: il Metauro, il Cesano, il Misa, l'Esino, il Musone, il Potenza, il Chienti, il Tenna e l'Aso.
Se i fiumi caratterizzano il territorio regionale, molto meno marcata è la presenza di laghi che presentano la massima espressione nel lago di Pilato, di origine glaciale, situato alla quota di 1.954 metri. Gli altri bacini marchigiani, di dimensioni abbastanza ridotte, sono origine artificiale.
Casa Vinicola Gioacchino Garofoli S.p.A. Via Arno, 9 - 60025 Loreto (An)
mail@garofolivini.it - tel. 071.7820162/3 - fax 071.7821437
Visite in Cantina
- Si effettuano visite solo su prenotazione.
- Come prenotare: telefonare al N. 071 7820162/163 o scrivere una mail all'indirizzo mail@garofolivini.it
- Referente: Caterina Garofoli
- Giorni e orari: lunedì-venerdì 8.30-12.30 14.30 18.30 sabato 9.00-13.00
- Lingue: inglese e tedesco
- Parcheggio pulman: si
- Percorso disabili: l'azienda è completamente visitabile da disabili
- Percorso: visita alla barriccaia e bottaia dove si potranno inoltre osservare le poupitres per la spumantizzazione del "Metodo Classico" e le aree a temperatura controllata dove il vino fa affinamento in botiglia. La visita prosegue osservando la linea produttiva, di imbottigliamento e area spumantizzazione "Metodo Charmat". Segue degustazione.