L'AZIENDA
Azienda Agraria Duca Carlo Guarini
900 anni di storia e tanti personaggi illustri.
700 ettari di proprietà, tra tenute e masserie.
I vini, gli oli extravergine di oliva, le salse, le conserve, i formaggi sono frutto del lavoro e dell'attaccamento millenario al territorio.
Inizia qui, se lo vorrete, il viaggio virtuale alla scoperta dei luoghi del vino e dell'olio di un 'antica e nobile famiglia che dalla Normandia si stabilì nel Salento
LA STORIA
I Guarini giunsero nel Salento intorno all'anno mille. Di origine normanna, Ruggero è il primo della famiglia di cui si ha memoria: sotto il conte Goffredo nel 1065 difese brillantemente Lecce dall'attacco di Boemondo D'Altavilla, principe di Taranto e primo figlio di Roberto Il Guiscardo, costringendolo a levarne l'assedio. Cambiate le alleanze Ruggero si trovò insieme a Boemondo in una spedizione in Terra Santa: investito cavaliere della Croce Rossa, adornato da una collana d'oro con la medaglia della sua effige, fu nominato dal principe suo perpetuo compagno e guardiano. Più volte lo difese con coraggio. Durante la guerra di Palestina, nella battaglia navale di Beirut, Ruggero salvò Boemondo "che era in letto ammalato" e per questo divenne "uno dei quattro cavalieri della nave".
Dopo la conquista di Antiochia, il primo possedimento franco del quale Boemondo fu principe, durante un'imboscata Boemondo fu fatto prigioniero dall'emiro Danishmand. Arruolatosi sotto le insegne del Duca Goffredo Di Buglione il 19 Luglio 1099 Ruggero entrò in Gerusalemme.
Nel 1106 ritornò in Puglia con Boemondo, il quale "a suo riguardo fece in bellissime forme le consunte mura di Lecce, sua patria, erigendovi per ogni dieci passi una torre con un antemurale attorno". Dopo Ruggero, molti rappresentanti della famiglia ebbero l'onore di coprire ruoli importanti per i loro tempi e per la loro terra: guerrieri, cavalieri, vescovi, uomini di lettere, di legge, poeti figurano nella storia della famiglia. Si ricorda, tra l'altro, che San Francesco d'Assisi, nel 1219, di ritorno dalla Siria, venne a Lecce per fondare un convento del suo ordine e furono due fratelli Guarini a donare al Santo" poche abitazioni per lui e i suoi religiosi", nel luogo dove poi nacque la Chiesa intitolata a San Francesco.
Nel corso dei secoli tanti personaggi illustri sono stati ospiti della famiglia Guarini, come Giuseppe Bonaparte nel 1807 e Gioacchino Murat,re di Napoli, che nel 1814 fu ospite dei Guarini e su uno degli specchi con cornice dorata, incise con la pietra dell'anello il suo nome, italianizzandolo in Murà.
FILOSOFIA AZIENDALE
Un'azienda millenaria che produce innovazione: ecco l'Azienda Agraria Duca Carlo Guarini.
Dall'undicesimo secolo, quando Ruggero Guarini giunse in Puglia al seguito di Roberto il Guiscardo, fino ai nostri giorni con i quattro Guarini - Giovan Battista, Anna, Fabrizio e Januaria - a capo dell'azienda di famiglia c'è una sola parola d'ordine: qualità
I Guarini hanno lavorato duro per affermare vini intimamente salentini, puntando su Igt Salento e sui nomi dei vitigni autoctoni, sulle varietà di olive secolari, vera ricchezza del territorio salentino.
All'inizio degli anni '90, quando pochissimi conoscevano l'esistenza di uve primitivo e negroamaro e i Salentini quasi si vergognavano di esporre il nome del loro vitigno autoctono, i Guarini sfornano la prima bottiglia di Primitivo in purezza, scrivendo sull'etichetta il nome del vitigno. Così è avvenuto anche per gli oli, indicando sempre il nome delle varietà storiche Cellina Scorranese e Ogliarola.
"I nostri vini nascono da una filosofia ben precisa:utilizzare e valorizzare i vitigni autoctoni presenti nei nostri vigneti.
Nel tempo abbiamo dovuto ristrutturare e reimpiantare circa 70 ettari e in questa fase molti cloni presenti in azienda da circa 70 anni sono stati innestati in campo, salvandoli così dall'estinzione.
Il nostro processo produttivo è verticale: dalla cura del vigneto fino all'imbottigliamento. Poiché non acquistiamo uve da altri e vinifichiamo esclusivamente nella nostra cantina, abbiamo una filiera produttiva di facile tracciabilità.
I vini da noi prodotti sono il risultato di una continua sperimentazione nell'allevamento dei vitigni e nella vinificazione delle uve, affinché ottengano una loro personalità che possa trovare un positivo riscontro in chi li consuma.
Massima attenzione è posta al rapporto tra qualità e prezzo di vendita, per dare al consumatore la possibilità di bere un ottimo vino a un prezzo onesto. Il mercato a cui ci rivolgiamo è quello italiano, europeo, americano e orientale con una distribuzione in particolare alla ristorazione e ai negozi specializzati, molto sensibili a un rapporto più intimo e personale nel quale possiamo descrivere le nostre etichette, ognuna con un nome e una storia da raccontare".
I Vigneti
100 ettari, di cui 70 a vigneto, sono nella tenuta Pìutri, in località Torchiarolo, tra Brindisi e Lecce. Le varieta' autoctone - Negroamaro, Primitivo, Malvasia nera, Montepulciano - sono predominanti poiche' su queste i Guarini pongono tutta la loro attenzione ritenendole caratterizzanti per la produzione dei loro vini . Alcuni cloni derivano da impianti molto vecchi già presenti nei terreni.
Tra i vitigni introdotti recentemente e che si sono adattati in modo eccezionale spiccano il Cabernet sauvignon , il Syrah e il Sauvignon blanc. Il terreno, sabbioso limoso e il particolare microclima dato dalla vicinanza del mare Adriatico nel quale la tenuta si bagna , fanno di questa terra una delle piu' vocate del Salento, per la coltivazione della vite.
I ceppi affondano le loro radici fra monete e resti di giare romane, a testimonianza dei lontani tempi in cui Virgilio da queste coste ammirava le montagne dell'Epiro ( l'attuale Albania ) e l'uomo della antica città romana di Valesio (Valetium) a cui appartenevano questi luoghi , produceva quei vini che Plinio ricordava così "nei luoghi più lontani dell'Italia presso il mare Ausonio nascono vini che hanno la gloria loro, non carent gloria".
La Cantina
Immaginate un palazzo di fine settecento, con un giardino "segreto" che profuma di agrumi e uva, sotto il quale esiste un ipogeo scavato nella pietra, già nel 1500 usato come frantoio con sette presse e trasformato in barricaia, dove oggi si lasciano riposare i vini in piccole e grandi botti di rovere e si conservano le bottiglie delle varie annate.
La luce fioca crea un'atmosfera quasi mistica e qui i Guarini, se andrete a trovarli, racconteranno che per loro essere vignaioli significa patrimonio da tutelare, terroir da valorizzare, cultura da condividere. Vi diranno dei mille anni di storia della loro famiglia e di come alcune etichette dei loro vini parlano degli avi e dei personaggi illustri che hanno ospitato nei secoli passati: Boemondo, il primitivo dedicato al Principe di Taranto e primo figlio di Roberto Il Guiscardo che scelse Ruggero Guarini come compagno nella sua spedizione in Terra Santa; oppure Murà, il bianco ottenuto da uve sauvignon blanc, in onore di Gioacchino Murat, re di Napoli, che fu ospite dei Guarini e su uno degli specchi con cornice dorata, incise con un anello il suo nome all'italiana.
L'altra barricaia, inaugurata da un paio d'anni, è in un corpo di recente costruzione e proprio qui l'Università e il CNR hanno condotto importanti esperimenti per la selezione dei lieviti autoctoni di negroamaro e primitivo.
Nella cantina poi, tra moderne cisterne d'acciaio, i Guarini illustreranno le fasi della produzione e faranno vedere le innovative attrezzature usate per la vinificazione e il controllo della temperatura. Attraverso l'innovazione l'Azienda Agraria Duca Carlo Guarini conserva la tradizione e la qualità.
Gli oliveti
Le tenute Lucagiovanni, Raostino, Colmuni, Guarini, Boschetto, tutte nelle vicinanze di Scorrano, formano i 265 ettari di oliveto che l'azienda conduce. Sono impianti secolari che hanno dai 500 ai 100 anni di età. Gli impianti tradizionali prevedono circa 70 piante per ettaro in filari regolari, quelli più vecchi sono invece in ordine sparso, poichè derivano da antichi boschi spontanei diradati e innestati successivamente.
Le varietà sono quelle tipiche della zona, la Cellina scorranese e l'Ogliarola.
La raccolta ha inizio a metà Ottobre in modo da cogliere le olive nel momento dell'invaiatura, in questo periodo della maturazione infatti si ottiene l'olio di maggior pregio. Data la mole delle piante che possono dare fino a cinque quintali di olive, l'azienda si è dotata di macchine vibratrici e reti intercettatrici risolvendo così lo storico problema della raccolta che un tempo si faceva, forzatamente, solo quando il frutto cadeva ormai troppo maturo, in terra.
Appena raccolte le olive raggiungono il frantoio.
Il Frantoio
Da un robusto portone in olivo naturale si accede nel frantoio: una costruzione in pietra dei primi dell'ottocento con ampie volte a stella All'interno le attrezzature per la molitura delle olive comprendono una linea tradizionale con molazza e sette presse idrauliche e una moderna linea a ciclo continuo che può lavorare a due o tre fasi fino a 15 quintali di olive l'ora .
Lo stoccaggio è in silos di acciaio inox e nelle antiche cisterne sotterranee vetrificate, dove l'olio riposa al buio e al fresco e dove avviene la decantazione naturale.
La lavorazione, infatti, non prevede nessun tipo di filtrazione, perché comprometterebbe le caratteristiche organolettiche dell'olio e ne ridurrebbe la conservazione . La disponibilità dell'attrezzatura più che adeguata alla capacità di raccolta permette una grande tempestività di molitura delle olive.
Questo è il "segreto" che consente all'Azienda Duca Carlo Guarini di avere extravergini dal colore, aroma e gusto inconfondibili.
La Gastronomia
Nei terreni seminativi delle tenute Duca Carlo Guarini si coltivano cereali, ortaggi e soprattutto pomodori con i quali, da poco, si è iniziata la produzione di salse e conserve. Oltre ai vini e agli oli extra vergine d'oliva è possibile quindi acquistare salse e gustose creme di carciofi, di olive, di cipolle e mele selvatiche. Nelle masserie Francavilla e Calò, adiacenti a quella di Lucagiovanni, si pratica l'allevamento di ovini.
Sotto il controllo del pastore Paolino e di sua moglie Graziella, si è da tempo avviata una produzione stagionale di formaggi - formaggio fresco, ricotta, pecorino stagionato -, che viene immediatamente assorbita dal mercato locale.
Accoglienza
Nel XI secolo i Normanni, popolo di origine nord europea, scandinava e danese, conquistarono la Puglia longobarda e bizantina e poi la Calabria e la Sicilia moresca. Fondarono così un Regno, con una grande influenza politica ed artistica, che durerà per 800 anni. Nel 1065 Ruggero Guarini, cavaliere normanno, segue Boemondo d'Altavilla come consigliere e compagno d'arme nell'avventura della prima crociata. Oggi la famiglia Guarini continua a possedere e coltivare nel Salento tenute e masserie per circa 700 ettari. I vini, gli oli, i formaggi e le conserve sono il frutto del lavoro e dell'attaccamento quasi millenario al territorio. Il centro aziendale è a Scorrano, qui si trovano la cantina ed il frantoio, strutture del XIX e del XV secolo.
Scorrano è un grazioso paese nel cuore della penisola salentina a 30 km da Lecce, affascinante città d'arte famosa per il suo spettacolare barocco. Fu fondato dal centurione romano Marco Emilio Scauro e fu importante baluardo contro l'avanzata degli Ottomani, che nel 1480 avevano conquistato Otranto.
È caratterizzato dalle piccole viuzze che seguono la linea ideale e circolare delle antiche mura delle quali si vede ancora la porta ovest detta porta Terra. Sulla sommità della bassa collina si trovano l'antica Chiesa Matrice ed il settecentesco Palazzo Ducale dei Guarini, sorto sul più antico castello.
Per offrire l'opportunità di conoscere i luoghi e i prodotti delle proprie coltivazioni, accompagnati da piatti tipici della terra salentina, l'Azienda propone visite con degustazioni guidate dei vini e degli oli nel frantoio e nella cantina, dove si trova anche l'originario frantoio ipogeo del XV secolo scavato a mano nella roccia viva.
Dove Siamo:
Scorrano è un grazioso paese adagiato su una piccola altura nel centro del Salento posto a 33 Km a sud di Lecce. Fu fondato dal console romano Marco Emilio Scauro. Oggi piccole e bianche viuzze seguono la linea ideale e circolare delle antiche mura medievali delle quali rimane una porta a ovest chiamata Porta Terra. All'apice dell'altura dominano la Chiesa Madre e il palazzo ducale, sorto da una antica fortificazione oggi di proprietà della famiglia Guarini.
Come arrivare:
In treno: Una volta arrivati a Lecce con le Ferrovie dello Stato, è necessario per
raggiungere Scorrano, prendere la linea delle Ferrovie del Sud Est, fino a Maglie , a 3 Km da Scorrano.Informazioni presso la stazione.
In auto: Lasciare l'autostrada A14 imboccando l'uscita BARI NORD e proseguire imboccando la SS per Brindisi e dunque per Lecce. Imboccare quindi la TANG. EST ed uscire a Maglie. A 33 Km da Lecce, il centro abitato si può raggiungere attraverso la strada statale n° 16 per Maglie e proseguendo con la n° 275 uscita per Scorrano.
In Aereo: L'aeroporto più vicino è quello di BRINDISI Casale. Voli giornalieri da Milano, Roma e Venezia.Navetta per la stazione di Brindisi, da Brindisi treno per Lecce durata 30 minuti c.a. A Lecce è possibile usufruire del servizio delle Ferrovie del Sud Est o della STP per raggiungere Scorrano