La cantina Avide domina un paesaggio d'altri tempi, un territorio scandito da labirintici e geometrici muretti a secco, artistici nella loro rigorosa ed essenziale costruzione e spesso sovrastati da ombrosi carrubi. Tutt'intorno, ci troviamo nella zona di Comiso, si staglia l'altopiano ibleo con i suoi pendii scoscesi e selvaggi, le cave, le masserie e le sterpaglie. Forse è proprio il carrubo l'elemento distintivo del territorio, laddove si incunea la Strada del nero d'Avola e del Cerasuolo di Vittoria. Un suggestivo itinerario che incrocia ad un certo punto l'azienda Avide nata oltre cento anni fa fra timbri e atti notarili, frutto del lavoro e della passione delle famiglie Demostene e Calcaterra.
L'attività della cantina nacque quasi per caso, dopo che per anni era stata considerata soltanto un passatempo: pochi contadini che si occupavano dei vigneti e, a fine vendemmia, un vino corposo e avvolgente che, tramanda la tradizione, venne apprezzato anche da Francesco II re delle due Sicilie quando ancora il regime borbonico non era stato travolto dalla tempesta rivoluzionaria e dalla proclamazione del Regno d'Italia.Poi, a poco a poco, qualcosa cominciò a cambiare, la tenacia e la passione cominciarono a dare i buoni frutti: la qualità dei vitigni subì un'impennata e i vini prodotti acquistarono un sapore ancora più armonico e gradevole. Adesso a guidare le sorti dell'azienda troviamo Giovanni Calcaterra: è lui che si occupa, in prima linea, di studiare nuove strategie e di progettare grandi cambiamenti con lo scopo di vinificare e commercializzare i vini ricavati dalle uve prodotte dalla famiglia. Gestire la cantina, per Giovanni Calcaterra, vuol dire esercitarsi con continuità nella degustazione, maturare con le proprie bottiglie, crescere e migliorare con loro, ripetere a distanza di tempo l'assaggio dello stesso vino per sottolinearne i pregi e i difetti. Ed è per questo che sceglie con cura la varietà di uva più adatta al terreno e al clima, modella il vigneto ed il sistema di allevamento, segue sul campo la maturazione dei frutti e, in cantina, la vinificazione e l'affinamento.
I Vini: I prodotti della Avide hanno raggiunto negli anni un successo a livello internazionale, quello che sembrava un semplice passatempo si è trasformato in un business di tutto rispetto. La commercializzazione in grande stile dei vini dell'impresa comisana comincia effettivamente nel 1984, quando la cantina in contrada Mortilla dai 400 ettolitri degli anni Settanta raggiunge una capacità di 10.000 ettolitri. Proprio in questo periodo vede la luce Casmeneo il primo vino in bottiglia a marchio Avide. L'etichetta originale del Casmeneo porta una firma d'autore: fu Salvatore Fiume in persona, infatti, ad ideare il bozzetto che poi venne impresso su tutte le bottiglie destinate alla vendita.Negli anni Ottanta l'escalation continua con il Cerasuolo di Vittoria etichetta oro (1985), seguito a ruota dall'Herea (1988), dal Barocco (1989), dal Cerasuolo di Vittoria etichetta nera (1991), dal Vigne d'Oro (1992) fino ad arrivare, nel 2000, al Sigillo.E per quest'anno c'è un'altra novità che sarà ufficialmente presentata durante il Vinitaly di Verona: la cantina comisana, infatti, proporrà al pubblico Tre Carati, un Nero d'Avola in purezza, frutto della vendemmia 2000.
Della nuova etichetta verranno commercializzate circa 7000 bottiglie: il nome del prodotto, ancora una volta, si lega alle antiche tradizioni delle famiglie Demostene e Calcaterra. Tre Carati, infatti, è la riserva che da anni i proprietari della cantina custodiscono per il consumo familiare. Ma quest'anno la Avide ha deciso di condividere questo piacere esclusivo con un numero ristretto di esperti e di appassionati del buon vino.